Gazzetta di Modena

Modena

Rapina da 40mila euro a Nonantola? Una finta

di Francesco Dondi
Rapina da 40mila euro a Nonantola? Una finta

Nonantola. I carabinieri incastrano la zia della titolare: aveva perso tutto al lotto e ha simulato il colpo

3 MINUTI DI LETTURA





NONANTOLA. Tutto inventato. La rapina alla ricevitoria di via Maestra di Redù non c’è mai stata così come non è mai esistito un bandito armato di pistola e fuggito in scooter verso Castelfranco. C’è invece una perdita consistente (40mila euro), avvenuta in una sola mattina al “10 e lotto”, ma lo stesso giocatore che ha dilapidato un simile capitale è il medesimo che ha inscenato il colpo. E la vittima-rapinatrice è la zia della titolare, colei che ha denunciato ai carabinieri di Nonantola l’irruzione del bandito. Ha confessato, messa alle strette dall’indagini avviata dai militari, insospettiti da troppi elementi discordanti e dai riscontri che disegnavano una situazione piena di “omissis”: sarà denunciata per simulazione di reato.

La donna si è inventata tutto e lo ha fatto per coprire una mattinata di spese pazze dove lo spirito del giocatore ha offuscato la sua lucidità. Per capire cosa sia accaduto bisogna riavvolgere il nastro e analizzare tutte le incongruenze scoperte dai carabinieri. Intanto le immagini del circuito di sorveglianza non hanno ripreso l’irruzione del (finito) rapinatore nonostante la telecamere fosse puntata sul bancone.

Poi c’è un quesito: perché non depositare in banca, alla chiusura della pausa pranzo, una cifra enorme per una ricevitoria di provincia? La zia, a dire la verità, in banca c’è andata, ma ha versato soltanto una minima parte dell’incasso della mattinata mentre i “suoi” 40mila euro li ha custoditi per riporli nel cassetto dell’attività commerciale. «Li avrei portati appena mia nipote, la titolare, mi fosse venuta a dare il cambio», aveva detto poco dopo la rapina.

Ma l’analisi dei carabinieri, che in meno di una settimana hanno chiuso il cerchio, è andata oltre ed è passata ad incrociare i dati del ricevitore di giocate. In effetti il registro parlava di puntate sul “10 e lotto” ben più ingenti rispetto ai 40mila euro iniziali. E qui si scopre quello che può essere definito l’innesco delle puntate patologiche della donna. Un giocatore, infatti, aveva investito una cifra ingente al lotto istantaneo. La signora, evidentemente, si era fatta travolgere e aveva anch’ella iniziato a scommettere su un gioco in cui l’abilità non ha alcun valore, ma che si affida esclusivamente alla sorte. L’uomo, nonostante un inizio disastroso, è riuscito a “salvarsi”, centrando una vincita importante, che ha portato il saldo in equilibrio. Cosa che invece non è capitato alla zia: più giocava e più perdeva e più perdeva e più giocava per provare a riprendersi i soldi investiti.

Il tutto fino a quando i contanti si sono esauriti e la “rapinatrice” si è trovava spiazzata. Non sapeva come giustificarsi e l’unica soluzione che ha trovato è stata quella di simulare l’irruzione di un bandito. Un tentativo balordo e poco convincente, che da subito non ha convinto i carabinieri, capaci di farla confessare di fronte alle palesi prove raccolte.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google