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«Sono scandalizzata, scena raccapricciante»

La lettera di una parrocchiana: «È stato un rito senza spiritualità, pagina degna dei rotocalchi»

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Ecco la lettera di una fedele, che non ha condiviso la decisione di don Luciano e neppure la strategia adottata per mandare un chiaro messaggio ai parrocchiani.

«Vi scrivo come vostra lettrice perché voglio esprimere tutto il mio rammarico per quello che è successo ieri mattina (domenica, ndr) nella mia parrocchia. Come tutte le domeniche mi sono recata a messa ma la messa non c’è stata. C'è stata invece una sconvolgente scenetta del mio parroco che mi ha impedito di poter pregare e celebrare la domenica da credente. Sono diverse settimane che si sentono diverse voci in giro che dicono di una relazione con una parrocchiana ed addirittura un figlio... Ma mai e poi mai mi sarei aspettata di vedere, all’inizio di quella che sarebbe dovuto essere il sacrificio del Signore e la festa di una comunità, uscire don Luciano dalla sagrestia assieme ai suoi genitori e alla famiglia in questione con tanto di figli e sistemarsi vicino all’altare.

Una scena raccapricciante con i bambini messi al pubblico ludibrio ben 4 volte in una giornata. Il mio parroco ha poi letto un truce comunicato in cui si accusava tutto e tutti ed in cui più volte ha parlato di scandalo, ma io l’unico scandalo che vedevo era buttare in piazza una storia degna delle pagine rosa dei rotocalchi e soprattutto il ridurre la Messa al luogo dei propri sfoghi e delle cose degli uomini. Sono veramente scandalizzata. Ha poi letto commentandole le tre letture: neanche la parola di Dio si è salvata dalle parole degli uomini.

Infine ci ha imposto la comunione spirituale e basta... la Messa non c’è stata, solo lo spettacolo degli uomini.

Mi chiedo seriamente dove sia la fede di queste persone. Ci è stato detto che non avrebbe più aperto oratorio, non avrebbe più tenuto i numerosi gruppi, non avrebbe più voluto nessuno sull’altare, insomma, niente di niente: parrocchia chiusa per scandalo ma io credo che l’unico scandalo sia mischiare le cose di Dio con le cose degli uomini. Più volte ha ribadito che chi è di scandalo deve mettersi una macina al collo e buttarsi da una rupe, io mi farò un esame di coscienza ma ieri lo scandalo è stato pubblico, in una chiesa, e verso una comunità che voleva solo radunarsi una domenica, pregare, ascoltare la parola di Dio, trovare conforto nel Signore e riflettere: ma a noi ieri questo non è stato concesso».

Enrica

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