Adesso Felix Pedro è tornato per sempre nella sua Trignano
I resti del cercatore d’oro che fondò Fairbanks in Alaska rientrati in paese con le autorità della città americana
FANANO. È tornato a casa Felice Pedroni: dopo più di un secolo in giro per il mondo, il mitico cercatore d'oro che fece fortuna in Alaska scoprendo nel 1902 un filone eccezionale, da ieri riposa nel cimitero della sua Trignano, da dove nel 1883 partì la sua grande avventura. È stata sentitissima la cerimonia in onore della figura simbolo della frazione che ha visto la traslazione del corpo da Fanano, dove era stato portato nel 1972, al suo vero luogo natale, che ha tanto voluto riaverlo. Per l'occasione, è giunto anche John Eberarhart, sindaco di Fairbanks, la città di cui Felix Pedro pose le fondamenta, insieme a una delegazione locale. La salma è arrivata verso le 14.30 in chiesa, dove il parroco don Michele Felice si è detto un po' commosso al pensiero di rivedere Pedroni a tanti anni di distanza nel luogo dove fu battezzato e ricevette i sacramenti, “perché visse da cristiano, nonostante le tante difficoltà della vita”. Non un funerale ovviamente, perché quello è stato celebrato nel 1910 alla sua misteriosa morte, ma un saluto a cui è seguito il corteo capitanato dagli alpini verso il cimitero, dove si è proceduto alla tumulazione con l'ultimo colpo di scena degno della vita di Pedroni: al momento dell'inserimento nel loculo infatti la vecchia bara del 1972 ha dato dei problemi di larghezza e si è dovuta limarla un attimo nelle sporgenze, poi tutto è filato liscio. Quindi è stata la volta della scopertura sull'altro lato della strada del cippo celebrativo realizzato dall'artista vignolese Marco Fornaciari: un busto a bassorilievo in bronzo inserito in una stele posta vicino al monumento vero e proprio contrassegnato dall'inconfondibile cappello. Quale omaggio, la delegazione dell'Alaska ha intonato un bellissimo canto locale. A seguire, un'altra inaugurazione: quella dell'ala dedicata a Pedroni all'interno del Centro Tematico Monti della Riva, in una sala gremita. C'era anche Giorgio Comaschi, che alla storia del cercatore d'oro dedicò anni fa un libro scritto insieme allo storico Claudio Busi con cui fece un'accurata ricerca che portò anche alla riesumazione della salma. In quell'occasione venne rinvenuto l'ultimo papillon di Pedroni, che ha voluto donare al museo. Da Fairbanks invece sono arrivati preziosi documenti dell'Archivio di Stato che permetteranno di acquisire nuove informazioni sulla vita dell'avventuriero. “Siamo orgogliosi di questa celebrazione – ha sottolineato il sindaco Stefano Muzzarelli – che non si esaurisce nel ricordo ma è l'occasione per rinsaldare il legame con Fairbanks: il nostro gemellaggio deve diventare ancora più forte, con nuove iniziative: si parla da tempo di un film, ma anche del nostro Simposio di Scultura su Pietra legato al loro su Ghiaccio, e poi iniziative scolastiche e altro. Domani (oggi, ndr) in municipio sottoscriveremo un protocollo di intenti”. «Io stesso ho quattro parenti italiani: tre di Napoli e uno della Sicilia – ha detto Eberarhart – sono lieto che i nostri rapporti crescano nel tempo».
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