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Pavullo, a Monteobizzo parrocchia chiusa, la Diocesi solidale con don Luciano

Pavullo, a Monteobizzo parrocchia chiusa, la Diocesi solidale con don Luciano

"Vicinanza al parroco e alla famiglia coinvolta".. "Occorre un esame di coscienza". Ma c’è chi chiede al prete di eseguire il test del Dna

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PAVULLO. Mentre il popolo del web si schiera compatto a favore della presa di posizione di don Luciano Venturi, che ha chiuso tutte le attività parrocchiali di Monteobizzo

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La Diocesi in una nota ha espresso la propria vicinanza al parroco don Luciano Venturi e alla famiglia che è stata coinvolta in questa vicenda. In paese c'è però chi vorrebbe don Luciano padre di un bambino appena nato, ma neppure si sceglie di prendere posizione sulla strategia “dente per dente” intrapresa dal parroco 50enne

 

Che persevera nella sua decisione, ossia di bloccare tutte le attività che aveva finora sostenuto. E non solo il coro, il gruppo cucina o la Charitas, ossia gli ambienti dove il gossip aveva preso forma e si era alimentato, ma anche le iniziative per i giovani, i giochi pomeridiani e gli sport, gravando quindi anche su quelle famiglie che nulla hanno a che fare con lo scontro frontale, tutto interno al mondo della parrocchia e delle persone - finora - ritenute più vicine al prete. Ed è proprio la scelta di gravare su tutta l’attività che non ha trovato grandi sostegni all’interno della Curia, dubbiosa sulla strategia adottata e poco propensa ad accettare una soluzione così restrittiva e dura. I contatti informali sono comunque già iniziati e si cerca una mediazione, che però non arriverà prima della prossima settimana.

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Intanto i fedeli o i semplici cittadini hanno preso una posizione molto chiara e netta. Quasi tutti hanno infatti scelto di stare dalla parte di don Luciano, condividendo non solo lo “j’accuse” fatto durante la messa di domenica, dove ha cacciato i mercanti dal tempio - tanto per riprendere una citazione del Vangelo dopo quel “Chi fa del male a un piccolo, meglio sarebbe per lui che non fosse mai nato o che gli fosse legata una macina al collo e fosse gettato in fondo al mare”, che il parroco ha ripetuto ben tre volte durante una sorta di omelia - ma anche la decisione di chiudere ogni iniziativa collegata a Monteobizzo.

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C’è chi invece ha suggerito, proprio per zittire ogni pettegolezzo, di sottoporsi al test del Dna, prendendo come spunto le ormai famose serie televisive o i grandi processi mediatici nazionali, mentre non sono tanti i fedeli che hanno riportato al centro della discussione la necessità di tornare a concentrarsi sui princìpi della chiesa.

Curioso poi quanto accaduto sul gruppo facebook “Sei di Pavullo se...”, ormai piazza virtuale e credibile del paese appenninico. Gli amministratori hanno scelto di non condividere alcuna notizia sulla bufera che ha colpito la parrocchia di Monteobizzo e don Luciano, ma il post ha avuto l’effetto contrario, scatenando una serie di commenti che di fatto hanno ricostruito nel dettaglio la vicenda, aggirando l’input iniziale. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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