Goya di Sassuolo: ok alla demolizione per case, parcheggi e parco
Dopo una agonia di anni, la giunta approva il progetto e l’ iter urbanistico La discoteca che rese Sassuolo famosa tra i giovani sarà abbattuta entro il 2017
SASSUOLO- Dopo una lunga agonia, il tempio del divertimento sassolese anni Settanta e Ottanta troverà pace con l’abbattimento, entro l’estate del 2017.
L'ex discoteca Goya infatti è il prossimo lotto che godrà dei benefici dell'articolo 18 previsto dalla legge regionale: un accordo fra la proprietà dell’area, che intende realizzare una quota di residenziale, e il Comune che vuole arrivare all’abbattimento di quello che ormai è un rudere da anni.
La giunta ha approvato il progetto e l’iter: la proprietà avrà a disposizione 14.500 mq edificabili; il Comune di Sassuolo, invece, riceverà gratuitamente una superficie pari a 22mila metri, destinati a verde e parcheggi urbani e soprattutto 110mila metri quadrati di area verde che rientra nella zona parco Ducale.
L’iter non è breve: entro 90 giorni dalla firma la proprietà deve presentare il Piano urbanistico attuativo, che sarà adottato dal consiglio comunale e poi resterà a disposizione per osservazioni e quindi sarà approvato. Tempi prevedibili per questi passaggi, fino all’estate del 2016. Da quel punto la proprietà avrà a disposizione non più di un anno per arrivare all’abbattimento completo dell’ex Goya, a prescindere da quando intenda realizzare il suo progetto edilizio. Il tutto sarà garantito da fidejussione bancaria (75mila euro) a favore del Comune, che nel progetto non spende nulla, ottiene l’eliminazione di una cattedrale del passato ormai irrecuperabile e 130mila metri complessivi di aree. Per quanto riguarda l’a area verde, che includono anche una casa colonica che il Comune cercherà di riconvertire a centro diurno per portatori di handicap, la manutenzione è per cinque anni a carico della proprietà e poi passerà al Municipio. Entro il 2017 scomparirà quindi un autentico monumento del ballo e del divertimento, la cui fama aveva varcato i confini di Sassuolo. Ma negliultimi anni i sottoscala sono stati spesso rifugio per spaccio e consumo di droga.
Nacque negli anni Settanta come Piccadilly Stryx, con una bellissima insegna luminosa e spazi dedicati a diversi tipi di spettacoli; poi colse appieno la fase del divertimento anni Ottanta, diventando prima Koxò, poi Goya, nome che portò con se fin oltre la metà degli anni Novanta. Chiuse la sua storia come Matrix club, in un rapido calo di celebrità e pubblico, dovuto all’onerosità della gestione e alla nascita di altro tipo di locali. Come per gli altri grandi club sassolesi dell’epoca, dall'Otto club al signor Rossi (poi Oasis) già chiusi o abbattuti da anni, ha e avrà nel momento dell’addio i suoi nostalgici, alcuni dei quali già lo piangono sul web.
Gabriele Bassanetti
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