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La Rocca di Vignola? Era coloratissima. Ecco cosa hanno rivelato i restauri

Una veduta del castello di Vignola ripresa da un drone
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Una veduta del castello di Vignola ripresa da un drone

Due anni di lavori, finanziati dalla Fondazione di Vignola, hanno ricostruito l'antico volto del castello. Da sabato una serie di iniziative con proiezioni e incontri. Ci sarà anche Francesco Guccini

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VIGNOLA. Siamo abituati a vedere i monumenti antichi con colori scuri, mentre in passato in genere si tendeva a utilizzare decorazioni molto evidenti e così era anche per la rocca. Ora la Fondazione di Vignola proprietaria dell'edificio principale della città delle ciliegie, mostra i risultati di un intervento di recupero e valorizzazione durato oltre due anni della torre del Pennello.

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Sulla struttura, a una altezza di una trentina di metri, sono state scoperte tracce di affreschi appunto coloratissimi e a seguito della conclusione dei lavori l'ente presieduto dall'archeologo-scrittore Valerio Massimo Manfredi, ha organizzato una serie di iniziative per spiegare al pubblico tutti i particolari di questa vicenda.

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Appuntamento a sabato prossimo con l'iniziativa “Tutti i colori del pennello” durante i quali verrà spiegato come, per la prima volta in questo tipo di lavori, sono stati utilizzati anche i droni nell'ambito di un restauro conservativo. Inoltre, attraverso speciali tecnologie, verrà mostrato al pubblico come erano nella loro completezza gli affreschi colorati di cui sono rimaste solo le tracce. Quest'ultima iniziativa, chiamata “Tracce in luce”, precederà l'inaugurazione di una mostra sulla torre del pennello, con l'esposizione di acquerelli di due metri di dimensione, e le rielaborazioni di artisti contemporanei invitati dalla fondazione. Venerdì 11 interverrà anche Francesco Guccini. (s.l.)

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