Per Cpl prima cassa integrazione
Firmata a Roma l’intesa per i lavoratori che dipendono dalla coop e non dai commissari prefettizi
CONCORDIA. Siglato ieri presso la sede del ministero lavoro a Roma, l’accordo tra i sindacati delle categorie metalmeccanici ed edili di Cgil Cisl Uil e la direzione aziendale di Cpl, sulla Cassa integrazione straordinaria per crisi per i lavoratori che operano nelle funzioni non oggetto dell’interdittiva prefettizia antimafia oggi in essere.
«L’accordo - spiega una nota diffusa ieri dalla Cpl - prevede 12 mesi di ammortizzatore sociale a partire dal primo settembre 2015 per un numero massimo di 300 lavoratori a livello nazionale. Verrà garantita la rotazione fra i lavoratori e l’anticipo delle mensilità di Cigs da parte dell’azienda».
L’accordo sarà illustrato nel dettaglio ai lavoratori nella nuova assemblea prevista per il 3 settembre dalle ore 8 presso la sede di Cpl. «Per i lavoratori che operano invece nelle funzioni sottoposte alle interdittive, si resta in attesa dell’emissione dei decreti previsti per i prossimi giorni. Si ricorda che nel frattempo per questi 70 lavoratori è stata attivata la cassa in deroga a livello regionale», precisa il sindacato. L’azienda infatti è in attesa dell’imminente approvazione in Consiglio dei Ministri del pacchetto Job Act che estende la possibilità di riconoscere la Cassa Integrazione Straordinaria anche ai lavoratori degli appalti commissariati. Approvazione che peraltro era stata data come imminente ormai alcune settimane or sono. «L’azienda ha firmato un primo protocollo con i sindacati. E’ stata confermata una previsione di richiesta per 500 addetti» aveva detto l’azienda, valutando il sovrannumero complessivo nell’arco degli anni 2015 e 2016. «Gli ammortizzatori che saranno applicati già da settembre interesseranno quadri, impiegati e operai«, aveva spiegato la scorsa settimana all’assemblea di bilancio il nuovo presidente Mario spiegato Gori, specificando che i sacrifici economici riguarderanno tutti, annunciando tra l’altro la riduzione dei compensi per gli amministratori, oltre alla cessione di attività non redditizie all’estero, un piano di dismissioni di asset e cespiti che renda più snello il Gruppo Cpl, una razionalizzazione dei costi. L’esercizio 2014 come noto si è chiuso con una perdita di 9 milioni, un risultato negativo dovuto, da un lato, al quadro macroeconomico, ancora in crisi, e ad una gestione caratteristica della coop che ha consuntivato un quadro decisamente inferiori alle aspettative, oltre alle note vicende.
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