Bortolamasi: «Rocco? Lasci il consiglio»
Il segretario duro sul nuovo gruppo dell’ex esponente Pd. Trande: «È da dentro che si deve criticare»
Francesco Rocco lascia il Pd, fonda il gruppo che risponderà alla linea critica di Stefano Fassina, e in consiglio comunale il Pd perde un pezzo.
Così il capogruppo Paolo Trande e il segretario cittadino Andrea Bortolamasi provano ad alzare le barricate.
Trande non fa mistero della sua delusione: «Mi spiace perché Francesco è una persona che in questi anni è sempre stata leale e si è spesa per il partito. Mi pare che per il Pd, per il gruppo che rappresento e per il sindaco ci siano pochi spazi per provare a convincerlo. Esprime un malessere tutto da attribuire alla politica nazionale. La scelta neocentrista, lo dico da esponente della sinistra del Pd, non va a genio nemmeno a me, ma è da dentro il partito che si deve cercare di affermare la propria identità. Io così sto facendo, criticando in modo costruttivo negli spazi che abbiamo. Anche altri non hanno condiviso alcune scelte, ma siamo qui per il Pd».
Sulle ripercussioni Trande è fiducioso: «Non vedo altre uscite all’orizzonte. Sul tema del governo della città Rocco non ha mai posto problemi, ne parleremo in maggioranza, ma ha detto che appoggerà il programma del sindaco».
Anche Muzzarelli ieri è intervenuto: «Mi spiace innanzitutto che Francesco non abbia colto l'appello a restare nel Partito Democratico, e lavorare da dentro il partito. Lo ringrazio per la fedeltà al programma elettorale di questa Amministrazione e per la sua lealtà, mai messa in discussione. Continueremo a lavorare insieme qui a Modena con la consueta forte collaborazione per lo sviluppo ed il progresso di questa città».
Per il segretario Bortolamasi «Rocco esprime temi che da qualche tempo manifestava ed esprimeva anche nel suo agire politico in consiglio, non mi sorprendono ma mi dispiace davvero che Francesco, nonostante diverse richieste di incontro dal 24 agosto scorso ad oggi, quando mi ha inviato la lettera di dimissioni, lettera alla quale peraltro ho risposto, in maniera privata, abbia trovato il tempo di comunicare le sue dimissioni e il suo progetto politico, alla stampa ma non ha trovato il tempo di confrontarsi con il suo segretario o perlomeno con il suo gruppo: ognuno, si vede, ha il proprio stile. Per questo gli rinnovo l’invito. Detto questo, da segretario, non posso far altro che ribadire senza i voti del Partito Democratico e solo con i soli suoi voti di preferenza, non sarebbe mai stato eletto: valuti lui se, coerentemente, non si dovrebbe dimettere. Per il ruolo che ricopro, le dimissioni sono un problema politico. Abbandonare adesso la barca, vuol dire perdere quella scommessa: la tua casa, la nostra casa, è il Pd: lo era quando era segretario Veltroni, lo era con Bersani, lo è adesso con Renzi: la porta, qualora ci ripensasse rimane aperta». (d.b.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
