Hera: «Tari all’Albinelli di Modena? Tutto deciso dal Comune»
La multiutility invita gli operatori a rivolgersi altrove per le modifiche alle tariffe Confesercenti e il futuro del mercato: «Sbagliato non coinvolgere le associazioni»
MODENA. «Hera non ha alcuna responsabilità nell’attribuzione delle quote che ogni operatore del mercato Albinelli deve pagare per la Tassa Rifiuti. Tali quote sono decine dal Comune con apposito regolamento».
Una puntualizzazione che arriva direttamente da Hera, che in questi giorni si è ritrovata, suo malgrado, messa sotto accusa dagli operatori del mercato coperto che l’accusano di applicare quote elevate e in alcuni casi - a loro dire - inique per la tassa sui rifiuti.
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Le accuse. Hera rispedisce le accuse al mittente, suggerendo un altro destinatario, il Municipio. «La Tari - spiega in una nota ufficiale - è una Tassa Comunale sui Rifiuti e in quanto tale dipende esclusivamente dal regolamento approvato ogni anno dalle Amministrazioni Comunali. Sono pertanto le stesse Amministrazioni Comunali a definire come ripartire i costi dei servizi ambientali tra le varie categorie».
E scendendo nello specifico prosegue: «Per questo motivo possono esserci differenze anche rilevanti da una città all'altra per categorie analoghe anche quando il gestore dei servizi ambientali è lo stesso. - viene spiegato - Su tutti i Comuni compresa Modena, dove Hera si occupa della gestione ordinaria delle utenze nonché dell'emissione degli avvisi di pagamento della Tari per conto dell'Amministrazione Comunale, la multiutility non può quindi esercitare alcun tipo di discrezionalità in relazione alla Tassa Comunale sui Rifiuti applicata alle diverse categorie, compresi gli esercenti del Mercato Albinelli». Hera conclude che è aperto da anni un tavolo di lavoro con il Mercato Albinelli per migliorare il servizio.
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Patrimonio unico. Sul tema Mercato Albinelli in crisi da registrare l’intervento di Confesercenti, che ricorda come «L'Albinelli è un patrimonio unico, ma da rilanciare e sostenere. Questo dovrebbe essere il primo obiettivo dell'amministrazione a riguardo. E di fronte alle difficoltà reali e concrete avanzate dagli operatori occorre una riflessione più seria e ponderata. Che coinvolga in primo luogo il Comune e le associazioni imprenditoriali, se è vero che la soluzione dei problemi del mercato può avere ricadute più o meno positive per il centro storico e l'intera città». Confesercenti segnala poi un problema di metodo anzitutto. Ovvero, c'e' la convinzione che «l'avere bypassato il coinvolgimento delle associazioni di categoria, preferendo un rapporto diretto con gli operatori, sia uno degli aspetti delle attuali difficoltà di rapporto tra comune e mercato». Sarebbe «opportuno, a questo punto, riportare ciascuno alla propria funzione e verificare che il comportamento dei diversi soggetti sia coerente», conclude l'associazione.
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