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La discarica di Villabianca bonificata dall’amianto

La discarica di Villabianca bonificata dall’amianto

MARANO. Entro la fine dell’anno dovrebbe trovare una soluzione l’annoso problema dei rifiuti, depositati abusivamente anni fa ai lati di via Villabianca, sulle prime colline di Marano, e che finora...

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MARANO. Entro la fine dell’anno dovrebbe trovare una soluzione l’annoso problema dei rifiuti, depositati abusivamente anni fa ai lati di via Villabianca, sulle prime colline di Marano, e che finora non sono mai stati rimossi, nonostante diverse promesse e denunce. A promettere la soluzione è stata il sindaco Emilia Muratori, che ha ribadito come la bonifica dell’area costerà circa 70mila euro e sarà a carico della comunità, quindi il Comune si rivarrà sulla ditta responsabile del deposito abusivo.

La bonifica della zona è necessaria, peraltro, perché tra i rifiuti depositati abusivamente anni fa da una ditta di Crespellano c’è anche dell’amianto. «Dobbiamo partire con la bonifica nei prossimi giorni - ha confermato la Muratori - e ritardi che ci sono stati per questo intervento sono stati dovuti a questioni burocratiche. Ad effettuare i lavori sarà una ditta che lavora per Hera. La nostra intenzione è quella di rivalerci sulla ditta responsabile».

Una ditta sulla quale pende anche una denuncia penale per l’inquinamento provocato a Marano. Come se non bastasse, il sindaco ha aggiunto che, durante gli ultimi mesi, altri rifiuti sono stati portati nella medesima area da mani anonime. Questa volta, però, si trattava di quantitativi modesti e l’ “aggiunta” di rifiuti è stata rimossa dalla proprietà dell’area.

Rimane quindi il problema, non di poco conto, della rimozione della parte originaria dei rifiuti, che giacciono in loco ormai da alcuni anni. Per la verità, circa un anno e mezzo fa, erano iniziati, da parte della ditta responsabile, dei “timidi” lavori di bonifica, con la rimozione di 22 tonnellate. Operazioni che si erano poi interrotte e non sono più riprese, con l’aggravante che altri hanno sfruttato quell’area come una sorta di discarica a cielo aperto. La questione è monitorata anche dalla Guardie Ecologiche Volontarie della Provincia. (m.ped.)

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