Rino, il signore delle locomotive a vapore
Guidelli festeggia i 90 anni ed è l’ultimo macchinista degli storici treni: «Un mondo da non disperdere»
Festeggia oggi 90 anni un personaggio che definirlo tale è davvero riduttivo: Rino Guidelli. nato nel 1925, prima dei 15 anni lavorava già alle Officine Reggiane e ancora minorenne era già sul primo treno a vapore, da apprendista macchinista. Quei treni a vapore che sono oggi dei miti, una categoria storica, hanno un unico macchinista in vita in Emilia col patentino di guida: Rino Guidelli. In città da tantissimi anni questo personaggio d'altri tempi, ha anche tracciato una linea (stavolta non ferrata) nel mondo delle bocce. Appassionato da sempre anche di questa disciplina, per la quale è diventato anche insegnante dei giovanissimi studenti sassolesi, è stato giocatore, consigliere della sezione sassolese, presidente della specialità “Péetanque” e consigliere provinciale, nonché arbitro. Dal 1981, quando aprì una scuola federale di bocce è stato istruttore sul campo e ci va ancora oggi sia a Sassuolo che a Maranello. A questo proposito a casa sua, in sala, c'è anche un riconoscimento ufficiale: la stella al merito sportivo assegnatagli dal Coni già diverso tempo addietro. Ma il merito principale che si può aggiungere ai riconoscimenti ricevuti nella sua vita sportiva è quello di credere nell'insegnamento di uno sport definito “minore” che, grazie alla sua passione, i bambini delle scuole medie sassolesi e maranellesi stanno cominciando a far circolare nel proprio sangue. Tornando ai treni, anzi, alle locomotive, la sua passione giovanile ed il suo lavoro preferito (dopo 37 anni di lavoro è andato in pensione a 53 da primo macchinista) la sua preferita è la storica Ccfr numero 7, con la quale è stato anche in viaggi storici. «Tantissimi ricordi negli anni della guerra – racconta – quando oltre a guadagnarci il pane conducendo le locomotive, dovevamo anche schivare i bombardamenti e viaggiare per lo più di notte. Ma sono contento di aver avuto quelle esperienze, che mi hanno insegnato a vivere e sono contento soprattutto di essere ancora qui e poterlo raccontare». Chi va a trovarlo in via Circonvallazione, dove vive con la moglie Ebe, la figlia Lorenza ed il genero Francesco, si trova di fronte un uomo con la stampella, per aiutarsi nei movimenti ma di una lucidità ed una verve da vendere. «Ho ancora molto da dare – racconta il novantenne, tornando a parlare di locomotive – ed il mio cruccio è che non sono tantissimi i giovani che oggi hanno voglia di imparare come far viaggiare i treni a vapore. Mi piacerebbe trasmettere loro qualcosa che sa di storia vissuta ma anche di contagiarli con la mia passione che potrebbe diventare anche la loro. Si tratta di un mondo con un fascino particolare che mi dispiacerebbe sapere essere destinato al dimenticatoio».
Alfonso Scibona
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
