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Annuncio choc di un disoccupato a Sassuolo: «Devo vendere un rene per pagare le tasse»

Francesco Dondi
Annuncio choc di un disoccupato a Sassuolo: «Devo vendere un rene per pagare le tasse»

Mauro Merlino, ex dipendente di una ditta che chiude i battenti per delocalizzare, annuncia: "Vendo un rene, così pago le tasse e salvo la mia casa. Non so come aiutare diversamente la mia famiglia". È stato anche denunciato da Equitalia per un video sul web e sarà processato per diffamazione dell'agenzia

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SASSUOLO. Si chiama Mauro Merlino, alias “La voce degli inascoltati”. Ha 45 anni e fino al 2012 era un onesto lavoratore con una famiglia e una prospettiva di vita serena.

VENDE UN RENE. Ma quando l’azienda per cui lavora a Sassuolo chiude, per trasferirsi all’estero, resta senza un’occupazione e senza un paracadute sociale. Sceglie così di mettere in vendita un rene per pagare tasse e cartelle esattoriali, per cercare di salvare almeno la sua casa. E intanto si appassiona di internet, registra alcuni video che diventano virali, compreso quello - poi censurato - in cui auspica che Equitalia venga denunciata per “istigazione al suicidio”.

CONTRO EQUITALIA. Non si aspettava però che la società di riscossione, nella persona del presidente Attilio Befera, lo denunciasse. Ed invece il 28 settembre, in tribunale a Modena, andrà in scena la prima udienza contro Merlino con l’accusa che sarà sostenuta dal pm Francesca Graziano.

Perché Merlino è stato rinviato a giudizio, diventando però un punto di riferimento per l’esercito di disoccupati (loro malgrado) che in Italia si ingigantisce quotidianamente. Il 45enne dopo aver perso il lavoro cerca di ricollocarsi, ma capisce presto di essere entrato in quel silente gruppo di persone di mezza età a cui il mondo del lavoro fatica a dare una prospettiva e non basta arrabattarsi con le agenzie interinali.

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SENZA AIUTI. «Di fatto - spiega - ho capito di non poter avere aiuti. Il Comune non è stato in grado di farlo, gli enti preposti neppure e trovare un’occupazione duratura in questa fase è impresa impossibile. E così, navigando su internet, ho scoperto che ci sono migliaia di italiani come me. Io sono quasi diventato un loro punto di riferimento, li ascolto, mi contattano, cerco di confrontarmi ma non mi scordo di essere nella stessa condizione: un disoccupato. Di diverso, forse, ho la forza di non farmi travolgere. Inizio quindi a fare alcuni video, il primo sui fondi tagliati ai malati di Sla, un altro subito dopo la notizia di una donna raggiunta da una cartella di pagamento intestata al marito che si era appena tolto la vita per la disperazione. In quei 19 secondi ho soltanto ripetuto quello che in molti, politici e personaggi pubblici compresi, pensano di Equitalia. Eppure la società mi ha querelato e andrò a processo. Non voglio dargliela vinta, ho messo in vendita anche un rene per pagare le bollette e le tasse che nonostante fossi ormai senza soldi continuavano ad arrivare. Il rene è mio così come mia è la casa in cui vivo con la famiglia. Almeno do loro qualcosa di che mi appartiene, ma non il tetto dove abito. Il 28 sarà in tribunale, ma non sarò solo. Perché in quell’occasione verranno in tanti a sostenermi non per dirmi che ho ragione, ma solo perché rappresento ogni singola storia di un mondo di disoccupati che vogliono semplicemente esprimersi senza farsi schiacciare e zittire dal potente di turno».

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