«Cpl, adesso serve un piano industriale»
Assemblea a Concordia con 150 addetti che apprezzano gli ultimi accordi per la cassa integrazione
CONCORDIA. Una cassa integrazione straordinaria da applicare, a rotazione e per un anno, a circa 300 addetti, aspettando poi il decreto del Consiglio dei ministri che “stabilizzi” la posizione di altri 70 dipendenti ora legati al paracadute della cassa integrazione in deroga, pagata dalla Regione. Il quadro occupazionale di Cpl non è dei più floridi, ma l’assemblea di ieri, che ha visto presenti i sindacati e circa 150 operatori, si chiude con un saldo positivo. Certo, “oltre agli accordi difensivi - spiegano Cesare Pizzolla segretario Fiom/Cgil e Marcello Beccati segretario Fillea/Cgil Modena - serve anche un piano industriale che permetta a Cpl di avere una prospettiva di rilancio. In tale senso, l’accordo raggiunto in regione il 26 agosto, prevede che entro la metà di ottobre l’azienda presenti un piano industriale di maggiore dettaglio che chiarisca il futuro della coop”.
Intanto però i lavoratori hanno apprezzato l’impianto generale che si sta concretizzando sugli ammortizzatori sociali, a partire dall’accordo siglato il 1 settembre al ministero del Lavoro per un massimo di 300 lavoratori nelle funzioni non sottoposte a interdittiva antimafia. Progetto che, spiega la Cgil, prevede la rotazione della Cigs la più ampia ed equa possibile dei lavoratori coerentemente con la fungibilità delle mansioni, nonché la garanzia da parte dell’azienda dell’anticipazione della cassa integrazione senza che i lavoratori debbano aspettare i tempi di pagamento dell’Inps.
«L’assemblea dei lavoratori - conclude la nota - ha inoltre auspicato che il Governo proceda in tempi rapidi ad approvare la modifica alla norma di legge in modo tale che anche per i lavoratori con funzioni soggette all’interdittiva antimafia (70 persone, ndr) si possa avere un ammortizzatore sociale su scala nazionale».
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