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«Don Luciano vuole la verità»

«Don Luciano vuole la verità»

Pavullo. Il legale spiega la denuncia. Primi interrogatori e ieri veglia in chiesa

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PAVULLO. Nessuna volontà di vendetta nei confronti dei parrocchiani, ma solo doverosa esigenza di accertamento della verità. È questo ad aver spinto mercoledì mattina don Luciano Venturi ad andare dai carabinieri per sporgere formale denuncia nei confronti di alcune persone ritenute responsabili della diffusione della voce che lo vorrebbe padre di un bimbo di tre mesi. Immediata le indagini dei carabinieri che già ieri hanno ascoltato alcune persone. Il parroco di Monteobizzo aveva annunciato domenica l'intenzione di tutelarsi leggendo in chiesa il comunicato choc che ha reso pubblica la vicenda. E dopo aver chiuso tutte le attività parrocchiali è passato ai fatti, dando mandato legale agli avvocati Gian Paolo Lenzini e Guido Sola: «La denuncia era doverosa per permettere lo svolgimento delle indagini – spiega Lenzini – e adesso da parte nostra c'è solo l'attesa dell'evoluzione dei fatti. Ma una volta chiariti i ruoli svolti da certe persone – sottolinea - don Luciano non pensa certo a vendette. È disposto a perdonare, ma nell'accertamento della verità, perché con la diffusione di queste voci si è sentito davvero cadere il mondo addosso». . È di questo che il sacerdote ha parlato sempre mercoledì nell'incontro a Modena con monsignor Giacomo Morandi, vicario generale, a cui è seguita la presa di posizione ufficiale della Diocesi, che prima di esprimersi ha voluto il faccia a faccia per comprendere. E dopo ha rilasciato una nota di assoluta vicinanza e di biasimo per le “gravi calunnie” che è stata estremamente apprezzata dal parroco: «Credo che tra le tante cose che sono successe in questi giorni – precisa Lenzini – quel comunicato sia la cosa che gli ha fatto più piacere di tutte. Adesso è sereno e vuole solo che venga chiarita la sua completa estraneità alle accuse». Intanto, continua l'ondata di solidarietà nei suoi confronti, fatta di innumerevoli messaggi di stima e affetto, ma anche di una chiesa di San Bartolomeo gremita ieri sera per l'Adorazione Eucaristica voluta da don Roberto Montecchi quale modo silenzioso ma eloquente per mostrare vicinanza concreta a don Luciano. (d.m.)

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