Gazzetta di Modena

Modena

dopo gli arresti e i sequestri

Aemilia, commissione d’inchiesta

Lega Nord e 5 Stelle chiedono un’assemblea di analisi permanente

2 MINUTI DI LETTURA





«Ormai ogni mese c’è qualche arresto che conferma il profondo radicamento della ’ndrangheta sul nostro territorio: vorremmo sapere cos’altro deve succedere per convincere Bonaccini e il Pd che in Emilia-Romagna serve una Commissione permanente sulla legalità come abbiamo già richiesto da tempo». La richiesta - di fronte agli ennesimi arresti ed ulteriori sequestri per decine di milioni di euro nel terzo filone di Aemilia - arriva da Giulia Gibertoni (Movimento 5 stelle in Regione) che evidenzia anche l’intreccio fra affari, politica e criminalità organizzata. Infine stigmatizza il fatto che delle sei Commissioni regionali «nessuna abbia delle deleghe precise sulla legalità: chi si relaziona regolarmente con Dia e Commissione nazionale antimafia?».

I parlamentari M5S, tra cui Giulia Sarti, Vittorio Ferraresi e Michele Dell’Orco, aggiungono poi che «aggredire i patrimoni delle mafie è l’unica strada percorribile. Purtroppo il lavoro svolto da magistrati e forze dell’ordine rischia di essere annullato dal paradosso che regna sovrano nella legislazione antimafia: i tempi fra sequestri, confische definitive e destinazione dei beni sono troppo lunghi e questi beni, soprattutto immobili ed aziende, rimangono inutilizzati o, in alcuni casi, ritornano ai mafiosi».

Aemilia «ci fa capire - dice il leghista Fabio Rainieri, vicepresidente del consiglio regionale - che le cose non sono ancora finite. Non bastano le dichiarazioni, serve una presa di coscienza vera e un deciso cambio di rotta. La maggioranza in Regione riveda la sua decisione di non dare vita a una commissione consigliare per fare luce sulla presenza della mafia nel nostro territorio».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google