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Anabolizzanti, stroncato un traffico internazionale

Anabolizzanti, stroncato un traffico internazionale

Doping, si è chiusa l’inchiesta dei carabinieri partita da Carpi e Firenze Sequestrati 135mila dosi di steroidi, due milioni di dollari e bloccate 92 persone

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Otto mesi di indagini, da giugno 2014 a febbraio quando i carabinieri di Carpi decisero di chiudere il cerchio. Dopo il primo sequestro di modiche quantità di testosterone, ecco che i militari arrivarono a ritrovare circa 200 flaconi a base di testosterone, stanozololo, nandrolone, ma soprattutto arrestarono quattro persone, un 22enne moldavo e tre italiani di età compresa tra i 30 e i 40 anni, residenti tra Carpi e Modena. Ma quella prima operazione, insieme ad un altro blitz dei Nas di Firenze, ha scoperchiato un giro internazionale di sostanze dopanti, che ieri è stato stroncato.

Decine di confezioni di steroidi anabolizzanti ed ormoni peptidici auto-prodotti o di provenienza industriale, tra cui testosterone e derivati, sono stati sequestrati ancora dai carabinieri del Nas di Firenze nell'ambito di un’indagine contro la produzione e la commercializzazione di steroidi anabolizzanti illegali, molti provenienti dalla Cina, in Europa e nel mondo. L’operazione “Underground” ha coinvolto le forze di polizia di 15 Stati. L’Italia è uno dei quattro Paesi, insieme a Cipro, Belgio e Islanda, ad aver lavorato a stretto contatto con Europol.

In Italia sono state individuate dai carabinieri cinque persone accusate di aver prodotto clandestinamente steroidi anabolizzanti per farne poi commercio. Proprio a Firenze uno degli indagati, un fiorentino, stava cercando di organizzare un grosso laboratorio, che venne bloccato sul nascere proprio dalle indagini dei militari carpigiani. A livello globale sono state sequestrate 135mila dosi di steroidi anabolizzanti, oltre 630 chilogrammi di principi attivi di origine cinese, due milioni di dollari Usa, beni mobili ed attività. Sono stati eseguiti, inoltre, 92 arresti, decine perquisizioni e sequestrati 16 laboratori clandestini per la produzione di steroidi.

Le perquisizioni effettuate negli ultimi giorni in Italia, anche grazie all’Europol, sono state eseguite in quattro abitazioni (a Livorno, Alessandria e Catania). Nei “laboratori” sono stati sequestrati dispositivi per il riempimento di fiale, capsule, prodotti chimici e solventi, strumenti di laboratorio, principi attivi e materiali di imballaggio (fiale e capsule vuote, tappi, etichette), ma anche decine di confezioni di steroidi anabolizzanti ed ormoni industriale. Attrezzature e materie prime venivano acquistate in maniera prevalente tramite Internet ed importate presentando false dichiarazioni in sede doganale. Il mercato nero a cui i prodotti erano destinati era prevalentemente quello del body building, ossia il mercato di riferimento che veniva approvigionato anche dai quattro arrestati dai carabinieri di Carpi. Gli acquisti erano effettuati attraverso internet e poi le sostanze dopanti venivano rivendute ad una decina di clienti modenesi.

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