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«È il test che ci può cambiare la vita»

di Valentina Corsini
«È il test che ci può cambiare la vita»

Ansie, paure, speranze dei 1200 ragazzi al’esame di ammissione ai corsi delle professioni sanitarie. Passerà uno su due

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«Quando suona la campana dell'ultima ora, dell'ultimo giorno, dell'ultimo anno di liceo, lì è ufficialmente finita la tua adolescenza» diceva Nicolas Vaporidis in "Notte prima degli esami". Poi arriva la maturità e infine settembre, tempo di nuove "prove". Forse quelle più importanti, che portano tanti giovani a decidere ciò che faranno da grandi: i test d'ingresso alle facoltà universitarie. 1200 i ragazzi che si sono presentati ieri presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia di Modena, per sostenere il test d'ammissione ad uno dei 12 corsi di laurea triennali per le professioni sanitarie. Dietistica, Fisioterapia, Infermieristica, Logopedia, Ostetricia, Tecnica della Riabilitazione Psichiatrica, Tecniche di Laboratorio Biomedico, Tecniche di Fisiopatologia Cardiocircolatoria e Perfusione Cardiovascolare, Tecniche di Radiologia medica, Immagini e Radioterapia, Igiene Dentale e Terapia Occupazionale.

Questo il carnet di scelta, per 460 posti disponibili. Incontriamo alcuni di questi ragazzi, proprio al termine dei 100 minuti concessi per rispondere alle 60 domande del test . C'è Matteo Costi, modenese, che dopo un anno di ingegneria meccanica ha abbandonato cambiando rotta. «Ho capito che la mia strada è un'altra - racconta - amo lo sport, mi piacerebbe diventare personal trainer ma penso che una laurea serva; ecco perché ho provato il test per Fisioterapia e Dietistica». E come è andata? «Non è stata una catastrofe, ma speriamo bene.. - dice - lunedì prossimo farò anche il test per Biologia». Poi incontriamo Emilio Preti, anche lui modenese e fresco di maturità scientifica al liceo Wiligelmo. «Non ho trovato il test difficile - ammette - mi auguro sia andato bene, ho scelto questi indirizzi perché le professioni sanitarie sono tra le meglio retribuite, vorrei fare l'ostetrico.. adoro i bambini!». Moltissime poi le quote rose, tra le ragazze che intercettiamo, per prime due fanciulle entrambe di Suzzara. Laura Bonomi è diplomata in ragioneria, ma ha deciso di tentare il test per le professioni sanitarie spinta dalla passione per l'agonismo. «Il mio obiettivo è diventare fisioterapista - afferma con decisione - faccio nuoto agonistico e mi piacerebbe restare nel campo seguendo gli atleti. Amo moltissimo studiare il corpo umano, apprendere come siamo fatti è affascinante.. quanto al test, le materie più difficili sono state biologia e chimica».

Anche Greta Solimine, compaesana di Laura, ammette che è la passione ad averla guidata nella scelta del suo futuro. «Ho sempre desiderato fare la logopedista - racconta - aiutare i bambini in difficoltà è qualcosa di gratificante, il fratello di una mia amica è sordomuto e mi piacerebbe molto essere utile per loro». Stessa passione anche per Gloria Tafaro di Sassuolo. «Voglio fare la logopedista, non solo perché adoro i bambini, ma anche perché canto..le parole mi affascinano da sempre». Altra ragazza, altra storia. Emma Migatti, di Carpi, ha iniziato a prepararsi per questo test con la maturità in tasca da una settimana appena. «Mi è sempre piaciuto l'ambito medico e aiutare gli altri, questo è quello che voglio fare - afferma determinata - il test era fattibile, anche se l'ansia può giocare brutti scherzi». Sara Castagnini di Vignola invece, è una figlia d'arte. «Mio padre è medico, mi ha trasmesso la passione -ammette- ho fatto il test con dignità, pensavo peggio». E infine un'altra sportiva, Laura Bazzani, di Reggio Emilia. «Gioco a pallavolo e ho scelto fisioterapia per restare nell'ambito sportivo - confessa - il test era fattibile ma tenterò anche quello di medicina martedì prossimo».

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