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Nuovo centro direzionale, ma Lugli accusa

Nuovo centro direzionale, ma Lugli accusa

Finale. Prc: «Prevede negozi in un’area con tre centri commerciali, e il centro storico sta morendo»

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FINALE. È partito l’iter operativo per la costruzione del nuovo centro direzionale con negozi e uffici che nascerà in via Grandi.

«A ridosso del Lidl, in una zona che ospita già tre centri commerciali nel raggio di 200 metri. Non è una buona notizia per un centro storico che si sta spopolando a causa di difficoltà commerciali che hanno radici lontane e a cui si è aggiunta la crisi economica e il sisma», contesta Stefano Lugli, politico finalese e segretario regionale del Prc

Il progetto del nuovo centro direzionale è stato presentato prima del terremoto sulla base del piano regolatore vigente, che è datato 1999 (quando era sindaco Alfredo Sgarbi), «e che oggi risulta inadeguato nell’affrontare le sfide economiche e sociali che Finale ha di fronte e che richiederebbero una nuova programmazione urbanistica», accusa Lugli il quale riconosce che «le ricadute di quel piano regolatore non sono certo responsabilità di questo sindaco (anche se alcuni degli attuali amministratori erano presenti anche nelle giunte precedenti e non hanno fatto nulla per dare un profilo diverso al territorio) ma è responsabilità dell’attuale giunta non fare nulla per limitarne i danni favorendo, attraverso una nuova programmazione urbanistica, scelte edificatorie residenziali e commerciali diverse, che a loro volta indirizzano gli investimenti economici privati in altre direzioni».

«Abbiamo una programmazione urbanistica obsoleta che non aiuta lo sviluppo di Finale ed è dannosa. Abbiamo così una piccola cittadina che anziché avere servizi diffusi e facilmente raggiungibili da qualsiasi punto della città presenta grandi volumi di traffico che percorrono le stesse direttrici negli stessi orari», e senza favorire il centro storico, accusa Lugli. Nella nuova struttura sono previsti servizi come poliambulatori privati e negozi.

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