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Porta Aperta, ecco “i rinforzi”

Porta Aperta, ecco “i rinforzi”

Dopo l’appello per il cibo e i vestiti arrivano aiuti e la disponibilità di volontari

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Porta Aperta, anche tramite il nostro giornale, aveva lanciato un appello: troppe nuove bocche da sfamare, troppe nuove persone che devono cambiarsi, abbandonare dopo la doccia nella struttura indumenti ormai sporchi e consumati per evitare il propagarsi (per ora solo due) di casi dio scabbia e pidocchi, infezioni cutanee “normali” per chi sta all’aperto o rintanato in treni e Tir.

E all’appello la nostra città ha iniziato già ieri a rispondere. Come ha confermato il responsabile Giorgio Bonini, si è fatto avanti un volontario, disponibile a guidare il mezzo di Porta Aperta per fare la ronda nei posti convenzionati. Ovvero presso i supermercati Coop (i prodotti brutti ma buoni), la mensa del’Accademia, ora anche la mensa della Maserati, e presso alcuni bar e locali del centro storico che hanno dato disponibilità al conferimento di cibo avanzato dalla giornata lavorativa.

In sede inoltre sono giunte telefonate di persone che hanno vestiti da regalare: se sono piccoli quantitativi possono portarli direttamente in Strada San Cataldo, se sono consistenti basta mettersi d’accordo e qualcuno verrà a ritirali.

«Mi fa davvero piacere - dice Giorgio Bonini - che ora si inizi a trovare una soluzione per queste persone tranquille che non hanno mai arrecato problemi. In marzo ce n’erano tre o quattro, poi, a metà estate, in due , tre ondate si è creato il pienone. È un andamento anomalo. Da noi possono solo mangiare e, con ordine, avere un acceso alle docce. I posti letto sono già tutti occupati dagli altri ospiti, italiani e stranieri».

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