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Scosse e alluvioni, i geologi spiegano i rischi della Bassa

Scosse e alluvioni, i geologi spiegano i rischi della Bassa

“Geo-rischi in Emilia-Romagna: alluvioni, frane e terremoti” . È il tema della conferenza che si terrà domani a Bologna, per segnalare la concretezza dei rischi che la nostra regione, ed in...

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“Geo-rischi in Emilia-Romagna: alluvioni, frane e terremoti” . È il tema della conferenza che si terrà domani a Bologna, per segnalare la concretezza dei rischi che la nostra regione, ed in particolare la Bassa, continuano a soffrire. Per tutta la giornata sarà inoltre presente un presidio in piazza dei Celestini curato dall’Ordine regionale dei Geologi, proprio per segnalare queste criticità. Si tratta di una iniziativa inserita nella prima Giornata Nazionale dei Geo-rischi, che fa tappa anche sotto le Due Torri.

L’Ordine dei Geologi dell’Emilia-Romagna, in linea con l’iniziativa lanciata su tutto il territorio italiano dal Consiglio Nazionale dei Geologi, promuove infatti per domani la manifestazione dal titolo “I Geo-rischi, li (ri) conosco, mi difendo”, organizzata in collaborazione con il Dipartimento di Scienze Biologiche, Geologiche e Ambientali (BiGeA) dell’Università di Bologna e la Regione.

«Si tratta di un evento a carattere divulgativo, con l’obiettivo di fare comprendere alla cittadinanza l’importanza della conoscenza geologica del territorio. I Geologi infatti sono fortemente convinti della necessità di diffondere una consapevolezza nuova dei rischi connessi al dissesto idrogeologico, così da poter mettere in atto efficaci azioni di prevenzione, sia a livello di pianificazione territoriale che nei confronti delle singole persone e delle singole famiglie», spiega una nota.

«In Italia le scuole che sono in zone a rischio sismico sono 24.000 - ha dichiarato il geologo Graziano - mentre 7.100 sono gli edifici scolastici esposti al rischio idrogeologico. Nel 2014 abbiamo avuto ancora vittime, danni alle infrastrutture molto importanti. La stima della popolazione esposta a rischio alluvioni in Italia è pari a 8.600.000 abitanti nello scenario di pericolosità idraulica media (tempo di ritorno fra 100 e 200 anni), mentre i beni culturali esposti al medesimo rischio sono circa 28.500».

Il maggiore rischio sismico - spiegano i geologi - si concentra lungo la catena montuosa appenninica, in Calabria e Sicilia. La popolazione che vive in aree ad elevato rischio sismico è di circa 24 milioni di abitanti, interessando il 46% degli edifici”. La giornata Bolognese si snoderà tra conferenze e visite guidate, oltre ad iniziative per coinvolgere i più piccoli

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