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Alice: «Così aiuto i disabili a girare senza problemi a Modena»

di Valentina Corsini
Alice: «Così aiuto i disabili a girare senza problemi a Modena»

La Sodano, 31 anni, è costretta sulla carrozzina: ha creato una pagina Facebook dedicata ai percorsi in città e a negozi e locali senza barriere architettoniche

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MODENA. «È esattamente questo quello che voglio: nessuna pietà. Spesso mi passa il telefono, sai perché? Perché si dimentica». Dal film “Quasi amici”, da cui è tratta questa battuta e in cui il tema della disabilità viene trattato con grande dignità, senza falsi pietismi, ad una storia in cui la disabilità grave grida altrettanto forte la sua voglia di normalità attraverso un pizzico di fantasia, declinata in utilità sociale.

Quella di Alice Valentina Sodano, è la storia di una ragazza modenese di 31 anni affetta fin dalla nascita da una malattia molto rara, la neurofibromatosi, che la costringe a vivere su una carrozzina elettrica fatta su misura per lei.

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Una grave malattia degenerativa che non le ha tolto però la voglia di «andare avanti e affrontare le cose in modo positivo - dice Alice - anche se questo significa scontrarsi con la mentalità della gente, che non capisce che disabile non vuol dire non essere in possesso delle proprie capacità cognitive, della voglia di essere combattiva e di sorridere sempre».

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Ed è proprio grazie a queste capacità, al suo estro e al desiderio di offrire un servizio utile a chi come lei versa in condizioni così gravi, che si è inventata “Modena giro anch'io”.

Una pagina Facebook in cui recensisce gelaterie, ristoranti, pizzerie e negozi della città, in base a quanti di essi offrano condizioni idonee per un disabile grave.

Esempi positivi? «La gelateria Bloom di via Farini ha tavolini alti sotto i portici - afferma Alice- che consentono a chi ha una carrozzina ingombrante come la mia di non avere difficoltà e poi il corridoio che dà accesso all'interno è ampio».

«In alcune gelaterie non mi guardano nemmeno negli occhi, preferendo allungare il gelato che ho scelto a chi è con me - dice amareggiata la Sodano- ma io sono una persona, quello è il mio gelato, perché non rivolgersi a me? Da Bloom questo non accade - continua- e sono così gentili che escono da dietro il banco per darmi il mio cono».

Alice, nonostante la malattia che la costringe ad uscire solo due volte ogni dieci giorni, per non più di due ore al giorno, non rinuncia né alla tavola di qualità, «perché adoro il cibo con una certa cultura dietro» né allo shopping particolare «amo il make up, le candele, le cose retrò.. i miei amici, sparsi un po' in tutt'Italia, dicono sempre che vivo in un'epoca tutta mia».

Ecco che nella sua guida modenese spuntano anche un ristorante e un negozio.

«All'Officina della Senape di piazza Matteotti si mangia dell'ottima carne -afferma Alice - e i tavoli all'esterno sono comodi, ben distanziati tra loro ed alti.. La carrozzina infatti ci passa sotto senza problemi».

Storia dai risvolti più che positivi è poi quella di un negozio di articoli regalo di via Sant'Eufemia. «Un sabato sono andata all' “Angolo dei sogni” -racconta Alice- perché mi piace molto, ma avendo un gradino d'accesso troppo alto, i proprietari pur di farmi entrare hanno dovuto prendere due assi dal retro ed aiutarmi a salirci sopra con la carrozzina, facendomi però una promessa».

Quale? «Che il lunedì successivo avrebbero installato una pedana per agevolare l'ingresso ai disabili. Ebbene, in soli due giorni hanno mantenuto la promessa e questo è davvero meraviglioso!»

Sono tante altre le storie che ha da raccontare legate ai negozi modenesi.

Ma oltre alla buona tavola e allo shopping, cosa ti piace? «Adoro fare foto artistiche, le serie tv, la musica anni '60 e '70 - è un fiume in piena Alice - e poi ho una grande passione per il Giappone e per il mio lavoro. Faccio l'impiegata per un ufficio lavorando da casa ed è importante per me, perché grazie al lavoro mi sento utile ed impegnata in una routine giornaliera come tutti gli altri».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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