Modena, perseguitava l’ex da mesi: va in carcere
Lo stalker è un operaio modenese di 33 anni che ha aggredito, picchiato, fatto appostamenti e rapinato una giovane donna
MODENA. Prendete un qualsiasi manuale oppure cliccate cercando stalking, reati persecutori: tutto quello che leggerete in seguito sul modus operandi, sulla natura del reato e sulla particolarità di queste violenze si applica in toto al caso di un 33enne modenese che l’altro giorno è finito in carcere. Finalmente, ha sicuramente detto l’ex fidanzata, dopo mesi e mesi di persecuzioni, di pause che lasciavano ben sperare e poi nuove violenze come improvvisi uragani. Gli agenti della Volante ormai da tempo conoscevano le vicissitudini di questa donna, pure lei modenese e sulla trentina, che li chiamava quando si trovava questo uomo sotto casa, quando veniva tempestata da telefonate, da minacce, quando veniva seguita. Poi questi comportamenti hanno avuto una escalation pericolosissima tanto da spingere il pubblico ministero Claudia Ferretti a chiedere al Gip di applicare la misura cautelare in carcere. E il Gip, di fronte ad un succinto ma “denso” fascicolo, non ha potuto che dire sì.
S. U., operaio dotato di una buona parlantina e di discreta presenza, era già noto nel panorama degli stalker. Era stato denunciato dalla sua prima fidanzata e ne aveva combinate di grosse anche con la seconda fidanzata, minacciando e picchiando, tanto da trascorrere un breve periodo in carcere.
Ma questa “macchia” non ha rallentato la sua carriera: eccolo tornare in azione, con veemenza, con la terza fidanzata, una sua coetanea. La donna aveva deciso di troncare la relazione, ossessionata dalla sua gelosia oppressiva, nel novembre del 2014. E da quel mese, sin da subito, ecco che iniziano scenate di gelosia, offese, minacce e varie molestie accompagnate da schiaffi, calci e maltrattamenti. La ragazza inizia a rivolgersi alla polizia e gli agenti vengono chiamati più volte ad intervenire per allontanarlo. Nei mesi successivi infatti il calvario della donna era proseguito con appostamenti a casa e sul luogo di lavoro e con un insistito martellamento telefonico. Poi si arriva a giugno, quando l’operaio vede l’ex fidanzata in un bar in via Saragozza, si avvicina, la inizia ad offendere e la prende a schiaffi. La donna, che era arrivata al locale in moto, sale in sella e d’istinto si rifugia nel negozio dove lavora perché ha con sé le chiavi, quindi può aprire e chiudersi all’interno. L’uomo arriva davanti al negozio, getta per terra la moto della donna, urla, danneggia, cerca di entrare con la forza. Arriva la Volante, lui scappa. Una pattuglia, ormai conoscendo il caso, va davanti ala casa della donna e trova lo stalker in attesa. Gli agenti lo bloccano, lui reagisce e viene anche denunciato per resistenza a pubblico ufficiale. In tasca aveva anche due cutter con i quali aveva danneggiato la moto della ex.
Ancora denunce. La giovane va in vacanza, lui comunque continua a telefonare utilizzando cellulari di familiari e parenti. Ma l’incubo si ripresenta in tutta la sua violenza il 30 agosto. S.U. riesce a bloccare la ragazza sul pianerottolo dell’abitazione di lei, inizia il suo festival di minacce e alza le mani, colpendola e ferendola ad un occhio.
Poi le prende il cellulare (quindi la rapina) e scappa. Il 33enne è stato in giro senza fare rientro a casa per qualche giorno poi, anche lui, ha trovato qualcuno che lo ha sorpreso sotto casa: la polizia. E così il cerchio si è chiuso grazie al lavoro sinergico di Volante, Mobile e Procura: lo stalker seriale si trova ora al Sant’Anna.
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