Solaris gestisce l’emergenza profughi
La cooperativa responsabile di una struttura a Venezia. Ma c’è una vertenza interna con i lavoratori
Tra i temi più caldi che hanno tenuto banco quest’estate c’è senza dubbio quello dell’immigrazione. Non tutti lo sanno, ma un ruolo da protagonista in questa materia viene ricoperto da una cooperativa con sede a Carpi, la Solaris, che gestisce importanti strutture nel nord Italia che si occupano di migranti. Una di queste è una palestra di Portogruaro (Venezia), dove ci sono 54 persone scappate da un destino di violenza certa nel paese d’origine. Qui, presso la palestra, la Solaris si occupa della gestione, e lo spirito di generosità manifestato dai cittadini che abitano nelle vicinanze ha reso quella di Portogruaro una bella storia di integrazione. Se da un lato, la Solaris è protagonista di una storia positiva di accoglienza, dall’altro c’è anche una polemica che la riguarda da vicino. La coop carpigiana gestisce infatti da giugno l’accoglienza di 130 migranti ospitati al residence Mimose di Eraclea Mare, vicino a Jesolo, sempre nel Veneto. I dipendenti della Solaris protestano perché da due mesi dichiarano di essere senza stipendio. I responsabili della coop, però, gettano acqua sul fuoco. «I lavoratori hanno già avuto la prima metà in acconto, la prossima settimana arriverà tutto il resto», dicono dalla coop. Ma la tensione cresce tra i lavoratori della cooperativa. «Da due mesi non ci arriva un soldo - dicono - eppure facciamo turni da 7 fino a 10 ore la notte per 1.250 euro al mese lordi, quindi 900 euro circa netti. Un lavoro duro, a contatto con questi ragazzi che arrivano da lontano, spesso sono indisciplinati e non certo facili da seguire». Ma i responsabili della cooperativa li invitano a riflettere meglio sulle condizioni del contratto che rispetta quello statale e le con le stesse scadenze. «Abbiamo regolato con i bonifici l’acconto del 50 per cento di quanto dovuto proprio in questi giorni - spiegano - la settimana prossima arriverà anche tutto il resto e non ci saranno più problemi. Noi, come lo Stato, non paghiamo comunque mese per mese, ma sempre con riferimento al mese precedente. La stessa cooperativa ha dovuto anticipare i soldi per la gestione e accoglienza. Siamo fuori di circa 600 mila euro - spiegano - che attendiamo ancora dalla Prefettura di Venezia. Finora abbiamo ricevuto solo 70 mila euro e il resto l’abbiamo anticipato noi». (s.a.)
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