Uragano di grandine e la Bassa è in ginocchio
A Carpi albero sui binari blocca i treni, devastante fenomeno da Novi a Finale Querce cadute, black out, case danneggiate. Distrutti i raccolti di frutteti e vigneti
L’inferno è partito dal Reggiano, dal terrore delle persone che postavano sui social network immagini di grandine e di danni. Pochi minuti dopo l’inferno ha invaso la provincia di Modena. La Bassa, tanto per cambiare, dove ha colpito la natura, le aziende agricole, le case, le cose, le strade della gente. Un albero è caduto sulla linea ferroviaria Modena-Mantova, interrompendola tra Rolo (Reggio) e Carpi dalle 17 alle 18.30. Una coppia di treni ha dovuto limitare la corsa a Rolo da una parte e a Carpi dall'altra, sostituita da bus, mentre per gli altri convogli i ritardi sono arrivati a 60 minuti. E mano a mano che l’inferno avanzava, da Novi a San Possidonio, a Cavezzo, a San Felice, a Massa, a Finale, l’inferno è cresciuto.
Il bilancio è drammatico, ancora una volta. Anzitutto per l’agricoltura. Dove vento e chicchi di grandine del diametro di tre centimetri si sono abbattuti, sono state azzerate le colture. Quelle delle pere non ancora raccolte, la maggioranza, e quelle delle viti. Mais, soia... Colture perse - la vendemmia iniziava in questi giorni - e da buttare, e aziende in ginocchio. Parliamo di milioni di danni, anche laddove c’erano le reti di protezione, la battaglia è stata impari. Alla fine dell’inferno c’erano reti che contenevano talmente tanti chicchi di grandine da piegarsi sotto il peso.
Danni anche alle industrie: a Canaletto di Finale in particolare ci hanno rimesso le recinzioni, le vetrate, qualche portone. E danni alle case, come in via Albero ad una casa appena riparata dopo il sisma,o a Massa dove è stato distrutto un box garage, o a Finale. E a Finale non si contano i vetri delle case rotti, le recinzioni danneggiate.
Disastro poi per il patrimonio arboreo. Un albero è caduto a Mirandola in via Posta, per fortuna senza che nessuno stesse passando. Una quercia centenaria si è spezzata a metà a Camposanto, altri alberi sono caduti a Finale: in via Frassoni sulla recinzione di una casa contro la quale un anno fa era caduto un altro albero vicino, poi a San Lorenzo, in strada. Danni alle strutture e ai cantieri della ricostruzione. Divelto il tendone appena montato a Manitese di Canaletto, dove si è tenuta la sagra. E a Canaletto si è registrato lo spettacolo più forte, con centimetri di grandine, che hanno coperto campi e strade. La provinciale, come via San Lorenzo, sono state chiuse. Infine i black out, lunghi, dannosi per frigoriferi e computer. Allagato anche il campo sportivo di Finale.
Brunetto Righi
e Manuele Palazzi
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