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Euro 3, la Regione pronta a firmare un dietrofront a metà

Euro 3, la Regione pronta a firmare un dietrofront a metà

La giunta adotterà cambiamenti alla manovra antismog ma ad essere penalizzate saranno sempre le famiglie

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L’area di divieto doveva essere più larga, ma non lo sarà. I diesel euro 3 dovevano rimanere tutti fermi ma in realtà i mezzi commerciali avranno un anno di tempo per adeguarsi. Deroga per i comuni più piccoli e quindi la manovra antismog sarà solo per Modena e Carpi.

Sono queste le principali modifiche al Piano Aria - che la Regione aveva già presentato senza questi emendamenti - che la giunta di Bonaccini dovrà nuovamente adottare nei prossimi giorni per renderlo operativo dal 1 settembre, quando teoricamente 22mila modenesi non potranno più circolare con la loro auto diesel Euro 3.

In realtà, se tutto le modifiche spiegate sopra andranno in porto, soltanto la metà, circa 11mila modenesi, si ritroverà con un’auto da cambiare. Bene per le aziende, che avranno un anno di tempo in più per rinnovare il parco auto, male per le famiglie modenesi che comunque, a quanto sembra, dovranno sottostare alla nuova legge.

È il frutto di una riunione avvenuta lo scorso 1 settembre alla quale sembra che solo Modena abbia alzato un po’ la voce per rispondere alle polemiche montate dall’applicazione della nuova manovra. Prova ne sia che fino ad oggi nulla ancora è stato comunicato ufficialmente dall’assessore all’ambiente Paola Gazzolo. Ma il tempo stringe e i modenesi, come tutti, vorrebbero sapere come organizzarsi, cercando di capire se saranno “cornuti e mazziati”.

Perché se quella delle auto commerciali era già nell’aria, il restringimento della zona offlimits comunque non risolve nulla e pone comunque in una posizione di difficoltà diverse famiglie. Per ora, quindi, la Regione non solo tace, ma delle novità che pare voglia comunicare, nessuna andrà nella direzione di un contributo vero a chi possiede un’auto diesel euro 3 in buono stato ma non sia nelle condizioni di cambiarla.

Rispetto al passato sarà abolito il classico blocco del traffico del giovedì, mentre vengono confermate le domeniche ecologiche e in origine doveva essere allargata fino all’anello delle tangenziali l’area interessata dalla limitazione della circolazione dal lunedì al venerdì, dalle 8.30 alle 18.30, con aumento del numero di veicoli coinvolti.

Nell’area interessata dal blocco, infatti, non potranno circolare i veicoli a benzina Euro zero (come è stato finora) ed Euro 1, e i veicoli diesel fino agli Euro 3 (finora erano coinvolti fino agli Euro 2). Solo per i mezzi commerciali leggeri diesel il divieto di transito sarà applicato con un anno di deroga, quindi a partire da ottobre 2016. Le deroghe saranno rese uniformi in tutto il territorio regionale e saranno previste misure emergenziali nel caso di superamenti del limite giornaliero di Pm10 per più giorni consecutivi.

Se nel 2012, anno di avvio della precedente manovra, le auto immatricolate con residenza a Modena coinvolte dal blocco del traffico dal lunedì al venerdì rappresentavano l’11 per cento del parco auto esistente, pari a circa 12.800 veicoli (che diventavano 48.950 il giovedì con l’estensione della limitazione), si stima che nel 2015 (proiezione sulla base dei dati 2014) le auto soggette a limitazione dal lunedì al venerdì rappresenteranno il 19 per cento dell’attuale parco auto, pari a circa 22.200 veicoli.

Davide Berti

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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