La grandine non fa sconti: strutture post-sisma ko
Il palazzetto dello sport di Finale scoperchiato: sarà inagibile per settimane Infiltrazioni nella sede della Croce Rossa e piove anche dentro le nuove scuole
FINALE. L’agricoltura è soltanto l’apice del disastro causato dalla grandine: interi raccolti distrutti, imprenditori disperati anche perché in molti sono senza assicurazioni, serre divelte e teli installati - proprio contro la grandine - diventati zavorre letali per gli alberi da frutto. L’istituto agrario, che della propria azienda agricola aveva fatto un fiore all’occhiello, ha visto devastato in pochi minuti il certosino lavoro di decine di studenti ed insegnanti con evidenti ripercussioni sul programma del nuovo anno scolastico. I conti li lasciamo agli esperti, ma sono milioni e milioni di euro. Il cataclisma non ha nemmeno risparmiato le strutture pubbliche, in particolare quelle realizzate dopo il terremoto. Emblematico è il caso del palazzetto dello sport di viale Della Rinascita. Inaugurato a ottobre, con l’ex campione del mondo Luca Toni invitato d’eccezione e finanziatore di parte del progetto, ora è stato dichiarato inagibile e lo resterà per giorni, forse mesi. La copertura è completamente da rifare a dimostrazione di come qualcosa nella fase di esecuzione dei lavori - o quantomeno dei controlli - non è sempre filato liscio. Ieri mattina una squadra speciale della ditta Impernovo ha effettuato un intervento di ripristino, ma è solo un tampone. Problemi anche nel nuovo polo della sicurezza, quello costruito con i garage delle ambulanze così piccoli che le ambulanze non ci stavano e che doveva ospitare i vigili del fuoco, con i volontari che ancora non possono trasferirsi perché manca il nullaosta del ministero dell’Interno. Piove dentro, l’acqua si è infiltrata dagli infissi. E stracci in azione anche nei corridoi delle nuove scuole “temporanee” mentre il tetto delle Castelfranchi è ulteriormente imploso per un edificio sul cui futuro vige ancora tanta incertezza. Ma a Finale si sono riviste le transenne riposte ai tempi della zona rossa post terremoto, chiusa via San Lorenzo per manutenzione e via Ventura, nel ghetto, per tetti pericolanti.
«Ennesimo disastro che in mezzora ha divelto tetti (soprattutto capannoni), pali della luce, semafori, alberi e devastato parchi, auto, giardini e viali - scrive il sindaco Fernando Ferioli - Una tempesta mai vista come potenza e violenza. Ringrazio protezione civile, vigili del fuoco, carabinieri, polizia municipale, Croce Rossa e tutti i finalesi che mi sono vicini - ma ora siamo all'ennesima conta di questi anni. Primo pensiero al fatto che non si è fatto male nessuno, il secondo all’Agricoltura che ha subito danni ingentissimi, deleteri per i nostri imprenditori e le loro famiglie, raccolti distrutti e piante seriamente compromesse, così come per i vivaisti. Su capitolo Agricoltura abbiamo inviato la richiesta alla Provincia e Regione di calamità naturale per il rimborso e stiamo chiedendo alla Regione di poter intervenire sui casi più eclatanti attraverso la Legge regionale». (fd)
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