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Modena, in manette grossista dello spaccio

Modena, in manette grossista dello spaccio

Tunisino arrestato e denunciata anche la barista cinese che gli teneva nascoste le chiavi della appartamento laboratorio. Polizia e Municipale recuperano 250 grammi di eroina per un valore commerciale tra i 50 e i 70 mila euro

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MODENA  --  Per gli investigatori di Polizia e Municipale che hanno agito sinergicamente è stato fermato uno spacciatore di rilievo, un grossista che riforniva la “banda dei viali”, ovvero lo sciame di piccoli spacciatori che riforniscono le serate della movida modenese.

TRAPPOLA IN VIA BIAGI. La trappola è scattata in via Biagi dove vari cittadini avevano segnalato un viavai a tutte le ore di facce poco raccomandabili attorno a un condominio. Gli appostamenti degli agenti sono subito arrivati a un punto fermo. Al centro degli incontri c’era una vecchia conoscenza, uno spacciatore con diversi precedenti specifici, denunce e processi, che puntualmente scendeva dal portone principale dell’edificio per infilarsi nel vicino bar di via Biagi. Avanti e indietro, molte volte al giorno.
Quando è stato fermato è caduto dalle nuvole: «Di cosa mi accusate? Io sono pulito - ha detto agli agenti - Vedete? In tasca non ho nulla». Vero, quasi vero. Ha continuato a negare ogni addebito sino a quando gli agenti non sono tornati con l’amministratore dell’immobile che aveva una copia dell’appartamento dove faceva capo il tunisino.

L'ARSENALE DEL PERFETTO SPACCIATORE. Una volta perta la porta glia genti di polizia e della Municipale si sono ritrovati davanti a un laboratorio perfettamente attrezzato: bilancino di precisione, confezioni già pronte, sacchetti di cellophane anche nel cassetto del tavolo da cucina con tanta polvere bianca.
Quanta? Un quarto di chilo, 250 grammi esatti pronti per essere smerciati nei locali e sui viali cittadini nell’ora del massimo affollamento serale, durante il passeggio. Una valore commerciale, a seconda della percentuale di purezza, valutato tra i 50 e i 70 mila euro.

Un agente ha notato in casa il calendario del bar vicino, gestito da una cinese, dove il tunisino sbrigava i propri affari. Un altro giro di domande e poi lui stesso ha ammesso che le chiavi le aveva lei, la barista, indicando dov’erano nascoste. Per la donna è scatta la denuncia per favoreggiamento, per lui quella per detenzione e spaccio. È stato ammanettato e portato nel carcere di S.Anna; la droga è stata sequestrata assieme al denaro, 2000 euro in contanti. «Per la barista scatterà come minimo un provvedimento di sospensione della licenza» ha assicurato il commissario  della Municipale Andrea Piselli.

 

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