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Emergenza pakistani, a Modena arrivati nuovi gruppi di profughi

di Stefano Totaro
Emergenza pakistani, a Modena arrivati nuovi gruppi di profughi

Una decina l’altro giorno e ieri mattina in otto si sono presentati al Centro stranieri in zona stazione Porta Aperta: «Servono biancheria, coperte e soldi per cibo». Iban IT33U0707212901023000038954

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MODENA. Sono in otto, passo spedito, con borse e zaini carichi, la maglietta e il pantalone pitturati addosso. Compatti, un po’ spaesati ma già bene informati: da viale Montecuccoli puntano decisi verso la stazione. Il primo pit stop modenese è il Centro stranieri, nello spiazzo del’ex scalo merci. Sono pakistani, sono arrivati in treno («non a Modena ma qui vicino», dicono) qualche ora prima e sanno che qui c’è qualcosa per loro, c’è una buona organizzazione. Varcano la porta e per loro inizia una nuova avventura.

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Questo ieri mattina, verso le 11.30. Come era facile prevedere si susseguono i nuovi arrivi di pakistani che, dopo migliaia di chilometri in treno e in bus, in taxi e a piedi («In tutto abbiamo speso ognuno sui 5mila euro» spiegano) dopo aver attraversato Iran, Turchia, Grecia, Macedonia, Serbia , Austria, arrivano a Modena. L’ultimo “censimento”, dati ricavati dalle persone identificate, fotosegnalate e dotate di documento di richiesta di asilo politico, parlava di 68 presenze.

Otto li abbiamo intercettati questa mattina. L’altro giorno, come dicono a Porta Aperta, ne erano arrivati dieci nuovi. Il numero sale dunque a 86. Perchè Modena? Perchè qui intanto possono contare su un punto stabile di riferimento: Porta Aperta. E soprattutto perchè a Modena le domande solitamente sono espletate prima rispetto ad altre città Se qui in sostanza si aspettano tre, massimo 4 mesi, altrove si arriva di media a nove mesi. Queste informazioni viaggiano per migliaia di chilometri grazie al tam tam tra migranti. Qualcuno ha preso la strada per Bologna perchè è stato informato della possibilità di usufruire, una volta portato al centro accoglienza bolognese, del percorso riservato ai migranti africani di mare.

Un pulmino, di Seta, con polizia e personale medico è in giro tra Novi Sad ( dove i pakistani dormono) e Porta Aperta per fare informazione su questa opportunità, su questa soluzione trovata grazie al’acc0ordo tra le due prefetture. Ma intanto, come dichiarano a Porta Aperta, ogni giorno arrivano nuove presenze.E per chi è al fronte è emergenza. Rinnoviamo pertanto il loro appello: servono biancheria intima da uomo (mutande, calzini, canottiere), scarpe da uomo, asciugamani, coperte, prodotti per l'igiene personale (saponi, schiuma da barba, shampoo). Si possono portare in strada San Cataldo 117.

Per le scorte di cibo e per le medicine da comprare, si può contribuire con denaro: Coordinate bancarie Aemil banca via Emilia Ovest, 115, Modena.

Codice Iban: IT33U0707212901023000038954. È necessario indicare sempre la denominazione “Associazione di Volontariato Porta Aperta onlus”.

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