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Funghi e mirtilli, la raccolta segna -30%

di Daniele Montanari
Funghi e mirtilli, la raccolta segna -30%

Il Parco: «Prima le gelate primaverili, poi il caldo eccessivo hanno penalizzato la produzione. Stagione in netta flessione»

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Il bel tempo e il caldo di quest'estate sono stati un toccasana sul fronte turistico, riportando finalmente in crescita l'Appennino e permettendo l'ottima riuscita di tante iniziative. Ma c'è anche un lato che ha sofferto non poco del contesto, e per cui a questo punto diventa difficile raddrizzare la stagione. È quello della raccolta funghi, fatalmente legato a clima piovoso e umidità, e quindi condizionato in negativo da lunghe settimane senza precipitazioni. È vero che c'è ancora la possibilità di un po' di recupero, perché i giochi si chiudono alla fine di novembre, ma la tendenza in flessione è netta: «Stimiamo circa un -30% di raccolta di prodotto – spiegano dal Parco del Frignano – legato a una pari quota di flessione nella vendita dei tesserini. L'anno scorso, complice anche l'eccezionale piovosità, eravamo arrivati a 10.500, quest'anno saranno all'incirca 3mila in meno». La stagione inizia a metà aprile, ma a fare la differenza è soprattutto il periodo di maggio-giugno: «Nel 2014 era piovuto molto di più e questo aveva invogliato a fare tesserini. È difficile che ci si arrivi dopo: se la prima parte di stagione è negativa, difficilmente si risale. Anche se tra fine estate e inizio autunno le condizioni cambiano, a quel punto la scelta cade soprattutto sul giornaliero: potremo recuperare al massimo un 10%, non di più». Così un po' dappertutto lungo l'arco dell'Appennino, perché i funghi crescono a macchia di leopardo e non hanno particolari luoghi di elezione per una gamma che in questo periodo va dai morelli a galletti, porcini e mazze da tamburo. Sembrano essercene un po' di più nella zona bassa attorno a Pavullo e Guiglia, ma solo perché qui le precipitazioni sono state leggermente maggiori. E il clima quest'anno non ha certo favorito l'altro grande protagonista della raccolta, il mirtillo. Il prezioso frutto alla base di un ampio ventaglio di produzioni locali ha fatto segnare un calo di quasi il 50% alla prova della raccolta effettuata a luglio nella valle del Pelago (tra Fiumalbo, Riolunato e Pieve) e da inizio agosto a Fanano e dintorni. Qui la "colpa" è stata soprattutto delle gelate primaverili, che hanno azzoppato la partenza, poi la siccità successiva non ha aiutato. Proprio la scarsità di produzione ha finito per lasciare immutate le modalità di raccolta, nonostante si fosse registrato un rasserenamento nei rapporti tra Usi civici e Parco. Dal 2013 è partita una stretta che ha fatto saltare la convenzione tra i due enti impedendo ai raccoglitori professionisti di accedere ai 1.600 ettari facenti capo da tradizione plurisecolare alle frazioni di Ospitale, Serrazzone, Fellicarolo e Canevare. «Quest'anno gli Usi civici avevano fatto un accenno alla disponibilità a convenzionarsi – fanno sapere dal Parco – ma troppo a ridosso del mese di agosto, che dà il via alla raccolta. Viste anche le limitate quantità previste, si è deciso di lasciare stare: vedremo per il prossimo anno».

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