Grandine, i frutteti feriti anche per i prossimi anni
Non c’è solo la produzione persa. Le piante hanno subito lesioni importanti Paradisi di Anga: «Le pere cadute vanno raccolte perché portano malattie»
Coltivazioni distrutte, piante lesionate, reti strappate. La natura ha preso di mira ancora una volta la Bassa, che si trova a fronteggiare una nuova calamità, dopo il terremoto e l’alluvione degli ultimi tre anni. Il vento e soprattutto la grandine caduta sabato scorso sta mettendo in ginocchio le imprese agricole dell’Area Nord, causando gravissimi danni alle produzioni, non solo di quest’anno. «Ci risiamo. – attacca Eugenia Bergamaschi, presidente di Confagricoltura Modena – Gli agricoltori della Bassa, ancora alle prese con la ricostruzione post sisma di abitazioni e capannoni, sono stati colpiti da un altro evento straordinario, che mette a dura prova la sopravvivenza delle loro imprese. Per intensità, dimensione dei chicchi e durata, la grandinata di sabato scorso ha causato danni ad oggi difficilmente calcolabili sulle produzioni di pere, uva, mele e soia. Per far capire la portata della precipitazione, basta dire che dopo diverse ore dalla grandinata i fossi erano ancora pieni di chicchi di grandine». I danni non si limitano solo alle produzioni, ma anche alle strutture, come spiega la stessa Bergamaschi: «Sono stati colpiti anche gli impianti anti grandine, le reti si sono strappate e diversi pali sono stati divelti dal peso della grandine. Per chi lavora nei campi della Bassa, ed in particolare nelle zone di Finale Emilia e San Felice, quanto accaduto è stato un colpo molto duro, l’ennesimo in questi ultimi tre anni. Parlando con gli agricoltori della Bassa è palpabile lo sconforto e la percezione di paura quando cambia il tempo: i fenomeni atmosferici stanno diventando sempre più terrificanti». La presidente provinciale di Confagricoltura insieme agli altri massimi dirigenti delle associazioni agricole, ha fatto ieri il punto della situazione alla Festa del Pd con l’assessore regionale all’agricoltura Simona Caselli, in un incontro informale organizzato dall’ex assessore Luca Gozzoli. Sul tavolo la richiesta dello stato di calamità, come conferma la stessa Bergamaschi: «Sono state colpite realtà imprenditoriali importanti, sono pienamente d’accordo con Agrinsieme nel chiedere lo stato di calamità». Nelle aree interessate dalla grandinata è forte la presenza di giovani che lavorano nell’agroalimentare, a partire da Enrico Paradisi, 28 anni di Soliera, presidente di Giovani di Confagricoltura Anga: «Non sono solo i danni alle produzioni che ci preoccupano, ma le lesioni che hanno subito le piante. In questi giorni cercheremo di fare la conta dei danni subiti, perché l’incognita è soprattutto sulla produzione 2016-2017. In ogni caso le pere grandinate dovranno essere raccolte, perché altrimenti potrebbero portare malattie alle piante, e questo comporterà ulteriori spese di manodopera. La Bassa – conclude Paradisi – è ricca di giovani agricoltori, speriamo non perdano il loro entusiasmo».
Luca Beltrami
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