«La morte di mio figlio serva a salvare altre vite»
Viale Italia: l’appello della mamma di Matteo Testoni, deceduto in un incidente «Chi inveisce contro le multe sbaglia». Posta una sagoma con la foto dal 15enne
Non punta il dito, non accusa. Ma parla con il cuore e invita ad una riflessione, per il bene di tutti, nel nome della vita. Quella vita che non va misurata in performance, in secondi da rubare in una gara personale contro il tempo, ma che ha proprio nel suo tempo la propria essenza. Questa donna ha perso il figlio per una questione di secondi, in una micidiale fatalità temporale che ha visto coincidere due movimenti: l’attraversamento della strada e l’arrivo di una motocicletta. In una strada dove da troppo tempo si corre e sulla quale i cittadini hanno versato un contributo di dolore e morte. Questa donna è Ileana Tonelli, la mamma di Matteo, il quindicenne la cui vita si è spezzata per sempre il lunedì di Pasqua in quella micidiale fatalità temporale. Matteo non c’è più, ci sono le vite degli altri e la mamma si impegna affinchè vengano salvaguardate, ridicolizzando con la forza della sua generosità i commenti banali sui social che sconfessano gli intenti educatori del giro di vite dei vigili su quel tratto. Grazie a lei c’è un nuovo segnale che invita la prudenza, e ha il volto proprio di suo figlio.
Questo è il suo appello, questo è il suo invito alla riflessione. «Ho letto i commenti di diversi lettori in merito alla campagna indetta dalla Municipale e dal Comune per i controlli della velocità sulle strade cittadine. Commenti che reputo ridicoli - afferma Ileana - Coloro che hanno commentato negativamente l'annunciata campagna di controlli sulla velocità nelle strade immagino che si ricordino e sappiano quanto accaduto a mio figlio Matteo su viale Italia all’intersezione con via Schiocchi, nel luogo dove è rimasto un mazzo di fiori e delle rose in ricordo del mio Matteo. In quel luogo, dal primo settembre c'è anche una sagoma, fatta mettere su mia richiesta grazie alla concessione del sindaco che è venuto di persona a vedere il lavoro effettuato e su mia richiesta ha deciso di dare il via a questa campagna sulla sicurezza stradale».
Perchè tutto questo? «Il mio scopo, condiviso anche dal primo cittadino - spiega Ileana - è che la morte di Matteo non sia stata inutile ma possa salvare altre vite, anche in considerazione del fatto che nelle vicinanze ci sono delle scuole e passano molti ragazzi».
La mamma invita dunque ad una riflessione: «Non prendetevela con il sindaco o con la polizia municipale su questo giro di vite contro la velocità del resto si tratta solo di rispettare i limiti stradali e quindi, conseguentemente la vita propria e altrui. Vorrei ricordarvi che nella vita corriamo tanto, ci arrabbiamo, bestemmiamo ma il punto di arrivo per tutti noi è quello dove adesso riposa il mio Matteo quindi pensiamoci bene! Sono convinta che i diciannove commentatori non abbiano visto loro figlio steso in terra sull'asfalto coperto da un lenzuolo bianco con i capelli pieni di sangue dopo essere stato sbalzato di 52 metri dal punto di impatto».
«Loro non sanno - conclude la donna nel suo appello-riflessione - quanto per un genitore, nonni, zii, sorella, amici, compagni e tutte le persone che lo conoscevano sia difficile andare avanti; ricordiamoci che la velocità è la causa della morte del mio Matteo e su questo non ci sono dubbi, quindi quando passerete in viale Italia dove è avvenuto l'incidente fate (e facciamo tutti) un'esame di coscienza e pensiamo che al posto di Matteo poteva esserci vostro figlio o addirittura voi stessi...».
Stefano Totaro
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
