La piscina Vigili del Fuoco, a Modena una vasca per nuotare a due velocità
La "Pagella blu" tra le piscine di Modena ci porta ai Vigili del fuoco in via Formigina. Nelle corsie spazi disegnati appositamente per i diversi livelli di apprendimento ed evitare sovraffollamenti: un ambiente piccolo ma curato e ben tenuto
MODENA. Quarta e ultima tappa del viaggio nelle piscine modenesi. L’ultimo impianto che visitiamo è quello dei Vigili del Fuoco. Sarà una nuotata “a due velocità”, come avremo modo di vedere.
ACCESSO. Si accede da via monsignor Luigi Della Valle. Una piccola strada che si trova alle spalle della caserma, in cui c’è anche un parcheggio per le vetture. Prima di varcare il cancello vediamo un cartello: vieta l’accesso a cicli e moto all’interno dell’ambiente. Si percorre uno stretto corridoio, ai cui lati ci sono contenitori di raccolta indifferenziata, poi sulla destra c’è l’ingresso.
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L'AMBIENTE. All’interno c’è la segreteria, in cui è possibile iscriversi per le attività organizzate nella piscina. Per il nuoto libero, invece, è necessario chiedere al bar. Il biglietto costa sei euro: è la seconda tariffa più economica in città. Gli spogliatoi si trovano in fondo a un corridoio, sulla destra. L’ambiente è piccolo e ben tenuto. A fianco della porta c’è un grande specchio, sulla sinistra una fila di asciugacapelli. Il primo elemento che risalta, tuttavia, è l’assenza di armadietti. Li troveremo all’esterno.
IL PERCORSO. Per il resto lo scenario è lo stesso riscontrato nei due principali impianti di Modena. La piscina è al coperto. Prima di entrare in vasca è necessario fare la doccia e poi mostrare il biglietto d’ingresso alla bagnina. Superata la prima parte, notiamo i tanti spazi dedicati per gli oggetti personali da non portare in acqua. Subito sulla sinistra ci sono piccoli armadietti per portafogli e cellulari. A fianco c’è una ringhiera con numerosi pomelli, disposti su altezze diverse. Più avanti c’è il tavolo riservato al controllo dei biglietti. Più in fondo ci sono gli armadietti più grandi e una lunga fila di carrelli. Contengono tavolette di diverse dimensioni e attrezzature utili per nuotare. Diversi cartelli ricordano che la cuffia è obbligatoria.
ATTREZZI E STRUTTURE. Sull’altro lato lungo della piscina ci sono le tribune. Dall’altra parte della vasca ci sono decine di hydrobike. “Bici d’acqua” che sono utilizzate nelle prime due vasche, in cui c’è una pedana rialzata. Sotto il trampolino più in fondo, rispetto all’ingresso, c’è un cartello con la scritta “nuoto lento”. Si legge anche nelle altre vasche più esterne, mentre in quelle interne c’è la scritta “nuoto veloce”.
LE VASCHE. La differenza in acqua si vede. Entriamo in una delle seconde, percorrendo con ritmo sostenuto i venticinque metri di lunghezza. È la metà di una piscina olimpionica. In vasca ci sono nuotatori di tutte le età. C’è un bambino che impara a muoversi nell’acqua con la madre nella seconda corsia e c’è la nuotatrice esperta che non si ferma mai se non per uscire.
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Usciti dall’acqua è tempo di prendere gli oggetti personali, rimasti lì nonostante non fossero stati custoditi all’interno degli armadietti. Poi ecco un’altra doccia, stavolta nello spogliatoio degli uomini. L’ambiente è pulito, come i bagni, il flusso dell’acqua regolabile.
Chi ha tempo si ferma al bar per rinfrescarsi, senza poter tornare a bordo vasca con un cibo o una bevanda. Un ultimo saluto in segreteria, poi si esce per far ritorno alla quotidianità.
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