Manette al fornitore dei pusher sui viali
Tunisino arrestato per spaccio: aveva in casa 250 grammi di eroina. La sua barista cinese denunciata per favoreggiamento
Per gli investigatori è stato fermato uno spacciatore di rilievo, un grossista che riforniva la “banda dei viali”, ovvero lo sciame di piccoli e medi spacciatori che rifornisce le serate della movida modenese. La sua cattura è stata frutto della collaborazione ormai collaudata tra la Squadra Mobile della Questura e la polizia municipale: una operazione sinergica che ha portato all’arresto del 37enne tunisino G.C. La trappola è scattata in via Biagi dove vari cittadini avevano segnalato un viavai a tutte le ore di facce poco raccomandabili attorno a un condominio. Gli appostamenti degli agenti sono subito arrivati a un punto fermo. Al centro degli incontri c’era una vecchia conoscenza, uno spacciatore con diversi precedenti specifici, denunce e processi, che puntualmente scendeva dal portone principale dell’edificio per infilarsi nel vicino bar di via Biagi. Avanti e indietro, molte volte al giorno. Quando è stato fermato è caduto dalle nuvole: «Di cosa mi accusate? Io sono pulito - ha detto agli agenti - Vedete? In tasca non ho nulla, nemmenono le chiavi. Io non abito qui...». Ha continuato a negare ogni addebito sino a quando gli agenti non sono tornati con l’amministratore dell’immobile e il proprietario che aveva una copia delle chiavi dell’appartamento dove faceva capo il tunisino. Una volta aperta la porta vigili e poliziotti si sono ritrovati davanti a un laboratorio perfettamente attrezzato: bilancino di precisione, confezioni già pronte, sacchetti di cellophane anche nel cassetto del tavolo da cucina con tanta polvere bianca. Quanta? Un quarto di chilo, 250 grammi esatti pronti per essere smerciati ad altri spacciatori e venduti, dose per dose, nei luoghi della movida. Un valore commerciale, a seconda della percentuale di purezza, valutato tra i 50 e i 70 mila euro. Un agente durante il blitz ha notato in casa il calendario del bar vicino, gestito da una cinese, dove il tunisino sbrigava i propri affari. Un altro giro di domande e poi lui stesso ha ammesso che le chiavi le aveva lei, la barista, indicando dov’erano nascoste. Per la donna è scattata la denuncia per favoreggiamento, per lui quella per detenzione e spaccio. È stato ammanettato e portato nel carcere di S.Anna; la droga è stata sequestrata assieme al denaro, 2000 euro in contanti. «Per la barista scatterà come minimo un provvedimento di sospensione della licenza» ha assicurato il commissario della Municipale Andrea Piselli. «Ancora una volta il sequestro dimostra il ritorno in forze dell’eroina sulla piazza modenese - commenta laconicamente il vicecapo della Mobile, Francesco Camarda- Crisi economica e disponibilità dei criminali hanno messo in secondo piano la cocaina».
Saverio Cioce
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