Spazio Erre, se lo scarto diventa arte
Scuole, associazioni ed enti possono disporre di questi recuperi: «Vediamo il mondo con occhi sempre diversi»
CARPI. Un luogo dove entrare per sorprendersi davanti a colori e forme inusuali, oggetti strampalati con consistenze diverse, da manipolare, comporre, guardare controluce. In verità, non sono altro che cartoncini, stoffa, passamenerie, bottoni, gomma, oggetti plastici multiformi, rocchetti e molto altro ancora, tutti scarti, sfridi di lavorazioni industriali o artigianali, rimanenze di magazzino, che Spazio Erre di Fossoli di Carpi seleziona, recupera ed espone per metterli a disposizione di scuole, associazioni ed enti non profit della provincia.
«Per noi Spazio Erre è un museo di materiali fantastici, perché non rimandano - a prima vista - ai processi produttivi da cui sono stati scartati, ma trovano continuamente nuovi usi, nomi e possibilità grazie alla fantasia e alla voglia di reinventare di chi li riscopre, che siano bimbi o studenti di una scuola, il pubblico di un laboratorio, insegnanti che frequentano un corso di formazione. Spazio Erre è un luogo dove i materiali riprendono vita», spiega il presidente Marcello Neri.
Scarti che poi sono diventati oggetti anche inediti: da un rocchetto un cannocchiale, da una bobina un cappello, da stoffa e carta una ghirlanda di fiori, da uno stampaggio plastico una giostra per le pulci. «Siamo sicuri che bastino un po' di fantasia e di curiosità e che tutti ne siano dotati; ci piace pensare che il nostro lavoro faccia venire voglia a sempre più persone di usarle, per vedere il mondo con occhi sempre nuovi, perché è con questi che si scopre e si inventa quello che ancora non c'è», racconta Marcello.
Dallo scorso giugno la cooperativa sociale “Il Mantello” di Carpi collabora con Spazio Erre per il recupero dei materiali presso le aziende: «Questa logistica sperimentale è, speriamo, l'inizio di una modalità di raccolta che possa diventare sistematica, normata e “adottata” come buona pratica dalle istituzioni e multiutility di Modena, con cui stiamo dialogando. Il passo successivo è infatti l'identificazione e l'apertura di uno spazio più grande e più centrale, rispetto alla provincia. Queste sono le premesse di un servizio innovativo per le aziende, che vedrebbero ridotti i loro costi e logistiche di smaltimento; per le scuole e le associazioni che godrebbero di una fornitura pressoché gratuita di materiali utili a laboratori creativi e atelier e ovviamente per l'ambiente e la cittadinanza, perché ridurre, riciclare, riusare è un approccio ecologico cui ci richiamano anche le istituzioni europee, oltre al buon senso: le risorse attorno a noi stanno finendo, reinventiamole!».
Questo mese a Modena Spazio Erre collabora a un progetto dell'11° Circolo finanziato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, i cui temi sono l'integrazione dei bambini stranieri da poco arrivati nelle scuole, attraverso laboratori di comunità e classi di accoglienza partecipate. «A Carpi invece stiamo costruendo una serie di eventi pubblici autunnali in collaborazione con il Comune, il PointJob e l'azienda AGC, pioniera nel riuso dei propri sfridi e di un approccio esemplare alla responsabilità sociale d'impresa e il 10 ottobre realizzeremo l'annuale Open Day dello Spazio Erre». Per informazioni: www.spazioerre.org
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