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parla l’avvocato rotale giorgio guidetti

Addio Tribunale Ecclesiastico «Dal Papa grandi innovazioni»

Addio Tribunale Ecclesiastico «Dal Papa grandi innovazioni»

Modena non sarà più sede del Tribunale Ecclesiastico Regionale per quanto riguarda i matrimoni da annullare. Se fino a ieri le diocesi emiliane sino a Piacenza inviavano i coniugi cattoliche davanti...

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Modena non sarà più sede del Tribunale Ecclesiastico Regionale per quanto riguarda i matrimoni da annullare.

Se fino a ieri le diocesi emiliane sino a Piacenza inviavano i coniugi cattoliche davanti alla corte ecclesiastica modenese, d’ora in poi le coppie in crisi si rivolgeranno direttamente al proprio vescovo, a seconda del luogo di residenza.

È questa la prima conseguenza immediata del provvedimento del Papa che con un suo decreto, motu proprio come si dice in latino, ha rinnovato le procedure per l’annullamento del matrimonio.

Guai a parlare di divorzio cattolico perchè, come ripetono i sacerdoti ai fedeli, «il matrimonio in chiesa resta sempre un sacramento». Al di là dei termini le innovazioni sono profonde, come conferma l’avvocato Giorgio Guidetti, primo modenese a ottenere l’abilitazione dal Vaticano per cause della Sacra Rota.

«Le innovazioni di Papa Francesco sono importanti - spiega - La competenza passa ai vescovi che hanno un potere decisivo, anche tramite i loro vicari, per stabilire se esistano le cause di annullamento. Non c’è più la necessità obbligatoria di un appello; i tempi per impugnarla sono ridotti a quindici giorni. Il mio timore è che, essendo aumentata la litigiosità dei coniugi, tutti gli appelli finiscano a Roma alla Sacra Rota, intasando l’unico organo abilitato a decidere.

Sono poi state eliminate le spese di cancelleria, 520 euro per ogni causa e sono stati ampliati i criteri del gratuito patrocinio per i coniugi meno abbienti. Le tariffe degli avvocati? Vedremo. A oggi sono vincolanti le norme per gli onorari che non possono superare i 2.996 euro a causa: sono gli stessi assistiti che devono sottoscrivere il documento in cui affermano di non aver pagato somme superiori ».

Resta aperta la spinosa questione delle “delibazione” delle sentenze ecclesiastiche, ovvero il loro passaggio vincolante nel regime matrimoniale dello Stato italiano. Cosa succedeva sinora? Dopo la decisione del Tribunale Ecclesiastico, composto da religiosi, che giudicava in base a criteri religiosi e con effetti religiosi, le decisioni ufficialmente chiamate “sentenze” dovevano diventare tali anche per la legge italiana. Con il Concordato mussoliniano del 1929 infatti il sacerdote è diventato ufficiale di stato civile. Il giorno dopo il matrimonio, il prete porta gli atti firmati in anagrafe e gli sposi diventano tali anche per lo Stato italiano. Percorso inverso anche per l’annullamento, ma con il disco verde di un giudice civile. In teoria potrebbe impugnarlo se lo ritiene non conforme al codice civile, ma visti i presupposti religiosi non accade quasi mai. E i diritti per il mantenimento non possono più essere richiesti anche se la Cassazione ha disposto un anno fa che per entrambi restano gli obblighi per i figli. Un ginepraio che il Parlamento sarà chiamato prima o poi a sistemare.

Saverio Cioce

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