Anche il Pd diviso sulle candidature
Tutti contro tutti nel presentare il nome prediletto: spunta Francesco Ori, sei nomi sotto il segno di Per me Modena
Ultime ore e quindi anche ultimo assalto per presentare la propria candidatura in quota Comune di Modena per la Fondazione Cassa di Risparmio di Modena. Oggi alle 13 chiude il bando e c’è da aspettarsi che i nomi arrivino ad essere anche trenta, se non quaranta, rispetto ai quattro posti che sono a disposizione del sindaco. Particolare, quest’ultimo, non di poco conto. Perchè tanto si è detto e tanto si è fatto rispetto alla trasparenza, ma questo meccanismo messo in piedi in tutta fretta non produrrà l’effetto sperato: i quattro nomi saranno sempre i quattro nomi del sindaco Muzzarelli, e su questo tutti dovranno mettersi il cuore in pace. Se poi Muzzarelli vorrà stupire, tanto meglio. Ma è un’opzione al momento che non esiste.
Dicevamo dell’assalto. Riguarda la caccia alle firme per presentare la propria candidatura. Ci sono quelli degli ordini professionali, che non staranno a guardare, avvocati in testa. Ci sono quelli dei partiti: i grillini hanno giocato le loro carte, ma è il Pd ad essersi, come sempre, incartato con candidature che sembrano voler marcare territori e correnti.
Uno dei nomi che certamente farà più discutere è quello di Francesco Ori. Ha presentato la sua candidatura grazie ad una parte del Pd che vuole provare a contare anche in Fondazione. Sono quelli del “Vamolà”, una corrente di pensiero giovane della Sinistra Pd, tra questi Tommaso Fasano e Luca Sabattini. Il nome di Ori è uscito un po’ a sorpresa, prendendo di sorpresa lo stesso establishment, ma evidentemente non avevano fatto bene i conti. Perché anche di questo si tratta, dal momento che Ori proprio nel settembre 2013 lasciò gli incarichi politici, dicendo di voltare pagina. Due anni esatti, quelli che ci vogliono, da statuto della Fcrmo, per poter rientrare tra i papabili: un’astinenza dalla politica che Ori ha compiuto dimettendosi da assessore al lavoro in Provincia. E oggi eccolo qui, a lottare per un posto, ma la sfida è complessa.
A questo nome, ad esempio, in merito ai posizionamenti interni al Pd, c’è da segnalare quello di Paolo Trande, che vorrebbe Sandra Mattioli.
Poi ci sono gli uscenti, che non vogliono sentire parlare di esclusione. Appena si è capito che l’aria in zona Muzzarelli era quella di non riconfermare nessuno dei quattro nomi fatti dalla precedente giunta, hanno iniziato a muoversi. Ecco perché è probabile che oggi alle 13 ci si ritroverà con anche le candidature di Francesco Cimino e Mauro Tesauro, tanto per fare due esempi di consiglieri di indirizzo uscenti. Tra gli uscenti, invece, non ci sarà invece Stefania Cargioli.
Ieri è stato anche il giorno di Per me Modena. Il partito che ha creato Adriana Querzè ha proposto sei nomi, due uomini e quattro donne. Si tratta di: Mariolina Bartolini, professore ordinario di Matematiche complementari dell'Università di Modena e Reggio Emilia; Joan Blom, ricercatore dell'Università di Modena e Reggio Emilia; Vando Borghi, professore associato dell'Università di Bologna; Marco Dallari, professore ordinario di pedagogia Generale e Sociale dell'Università di Trento e Rovereto; Giulia Manicardi, Direttore d'Orchestra e Pianista; Paola Mengoli, docente di Economia di scuola secondaria di secondo grado.
«Non c'è più spazio - riprende, ribadendo, Per me Modena - per nomine politiche che mal si conciliano con la necessità di saper entrare nella specificità dei temi, vastissimi e differenziati, che impegnano la Fondazione. Meno che mai c'è spazio per designazioni volte meramente a premiare la fedeltà politica dei designati». Vedremo quanta politica ci sarà ancora.
Davide Berti
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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