Banditi armati dentro la villa legano il dentista e la governante a Modena
Rapina con pistola all’ora di cena in via Guarini: il dottor Bianchi e l’aiutante ucraina vengono immobilizzati con cinture e cavo elettrico mentre la coppia di delinquenti razzia quattro orologi e 6mila euro
MODENA. Determinati, martellanti, violenti, senza alcun timore di fare il colpo dovendo affrontare le persone che sono in casa. Avevano una pistola ma non i lacci per legare e imbavagliare tant'è che, oltre ad usare il filo elettrico dell'antenna della tv,per immobilizzare e zittire hanno usato il grembiule di lei e la cinghia dei pantaloni di lui. Ma avevano studiato: sapevano molto della vittima prescelta, sapevano che in casa c'erano soldi e orologi, che c'era (almeno sino a 15 giorni fa) una Porsche e che era attivo un sistema d'allarme, con tre telecamere piazzate all'esterno a coprire tutto il perimetro della villa. Dopo la rapina hanno disattivato l'allarme e si sono portati via tutti i filmati. Ad entrare in azione due banditi, uno italiano con accento campano e un altro, quello con la pistola, dell'Est, probabilmente albanese, così come è sembrato alla governante ucraina.
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Rapina in villa, l'altra sera in via Guarino Guarini 161, dove, circondata da un'alta siepe citata da filo spinato, cancelli in ferro che terminano con punte aguzze, si erge l'abitazione a due piani più torretta del medico dentista Luigi Bianchi, poco più che sessantenne. L'uomo, vedovo, vive con la governante di famiglia, una signora ucraina: era la badante di sua mamma, scomparsa un mese fa. La casa, grande e signorile, si compone di un pian terreno stile tavernetta, un primo e un secondo piano.
È ormai mezzanotte. Il figlio Michele, ancora sconvolto racconta: «Di solito mangiano verso le 19.30, eppure casualmente stavolta hanno tardato. Verso le 21 mio padre era nella cucina del pian terreno che preparava qualcosa mentre la governante era nella zona del bagno. Improvvisamente ecco che tutti e due vengono aggrediti, si trovano addosso i due banditi. Mio padre è stato sorpreso alle spalle, lo hanno sbattuto per terra, preso per il collo e poi gli hanno legato le mani con della stoffa, uno straccio e lo hanno pure imbavagliato con la sua cintura dei pantaloni. Stesso trattamento per la governante, legata con il suo grembiule strappato. E dicevano “adesso dacci i soldi, dimmi dove sono”. Uno parlava campano, l'altro aveva la pistola, forse era albanese».
»La pistola era giocattolo perché quando l'hanno appoggiata per legare s'era sentito un rumore non pesante, ma di un oggetto leggero. Hanno chiesto i soldi e allora mio padre ha detto di slegarlo perché altrimenti n on avrebbe potuto fare nulla e che li avrebbe portati sopra dove c'era qualcosa. E così sono andati sia al primo e anche al secondo. E qui hanno messo tutto a soqquadro, aperto mobili, armadi, cassetti».
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«“Ecco, i soldi sono in quel comò, prendeteli”, ha detto allora mio padre che non ne poteva più. Loro hanno preso i soldi e anche sei Rolex e degli orologi da collezione. Poi hanno chiesto se c'era la cassaforte e mio padre diceva che non c'era nessun forziere, nessuna cassetta a muro. Una lunga discussone poi si sono convinti».
«Infine - continua Michele - è stata la volta della Porsche. Sapevano che sino a una quindicina di giorni fa mio padre aveva una Porsche, modello vecchio. Ma l'ha venduta. Glielo ha spiegato e allora questi volevano i soldi della vendita dell'auto. E allora ha dovuto spiegare oro che era stato pagato con un bonifico».
Dal secondo piano i banditi scendono e si occupano dell'allarme, prendono le registrazioni, lo smontano e poi si allontanano. La governante si libera del laccio col cavo elettrico e del bavaglio col suo grembiule, slega le mani al dentista e finalmente viene dato l'allarme. I banditi sono entrati in azione alle 21, L'allarme è stato dato dopo le 22.30. Il bottino è di circa 6mila euro in denaro, più i Rolex e altri orologi da collezione.
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«I banditi saranno stati dentro in casa per un’ora e mezzo - dice il figlio Michele - io sono stato avvisato dopo un po'. Abito qui vicino, ero appena rientrato dal lavoro, sul tardi allora temendo il peggio mi sono precipitato sul posto con una mazza da baseball, pronto a difendere mio padre. Ho visto le auto delle Volanti davanti alla villa e allora ho capito che ormai era tardi, che il colpo era già stato consumato. Mio padre? Adesso è svuotato, come spento dentro. Per fortuna non è stato picchiato con violenza ma soltanto aggredito, strattonato, sbattuto qua e là e trattato con violenza, senza alcun rispetto. Adesso è dura vivere nel terrore».
In via Guarini arriva la Mobile, arriva la Scientifica. I banditi hanno usato guanti e portato via le immagini del sistema d’allarme. Gli agenti resteranno nella villa sino alle 5 del mattino per perlustrare e fare tutti gli accertamenti del caso. Adesso tocca alle indagini.
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