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«Ero appena tornato a casa: Luigi mi ha telefonato sotto choc»

Eugenio Leonelli abita nello stabile dietro alla Villa di Bianchi, a cui si accede attraverso un piccolo viottolo senza illuminazione. È’ stato tra i primi ad essere chiamato dal medico subito dopo...

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Eugenio Leonelli abita nello stabile dietro alla Villa di Bianchi, a cui si accede attraverso un piccolo viottolo senza illuminazione. È’ stato tra i primi ad essere chiamato dal medico subito dopo la rapina. «Luigi mi ha chiamato- spiega Leonelli- sul cellulare più o meno verso le 23. Mi ha sorpreso vedere quella telefonata e infatti ho capito ben presto. mi ha detto «sono stato rapinato, una cosa terribile, mi hanno legato, imbavagliato. Ero qui in casa con la governante, ho temuto per la mia e la sua vita, avevo la pistola puntata». Sentivo che si voleva sfogare. Gli sono stato subito vicino con le parole . Poi sono sceso e sono andato a casa sua per stare con lui ma la polizia mi ha bloccato prima che potessi entrare. Ci siamo sentiti più volte dopo, aveva gli agenti per casa. Doveva riposare e spero per lui che ci sia riuscito». «E dire - prosegue l’amico e vicino - che io sono rientrato verso le 21 e forse anche oltre ma non mi sono accorto di nulla. Era tutto normale. Nessun rumore. Questa è una zona residenziale, tranquilla, non abbiamo mai avuto dei problemi. E poi la sua villa è circondata da siepi, filo spinato, ci sono le telecamere. Certo, di notte non c’è traffico, non c’è via vai, ma siamo pur sempre nel cuore di Modena, a ridosso del centro storico. Insomma, ora cambia tutto. Ci sentiamo tutti più vulnerabili. È come se quello che hanno fatto al mio amico l’avessero fatto a me. È brutto adesso stare in casa, vivere nella paura. Siamo tutti coinvolti, choccati da ciò che è accaduto l’altra sera».

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