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Gli anni delle maxidiscoteche e della febbre del sabato sera

di Nicola Calicchio
Gli anni delle maxidiscoteche e della febbre del sabato sera

Per decenni i giovani modenesi hanno fatto la fila per entrare negli storici locali Picchio Rosso, Picchio Verde, Kiwi e Piccadilly. Marchi: tutto è cambiato da allora

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La Movida è roba recente, un volta c'era solo la discoteca. E Modena era all'avanguardia in fatto di divertimento e locali, con il Picchio Rosso di Formigine, il Picchio Verde di Carpi, il Kiwi di Piumazzo e il Piccadilly Stryx- Goya di Sassuolo-

Era un esodo, anche da fuori provincia, il sabato sera e la domenica pomeriggio, verso le piste da ballo. Erano gli anni '70 e in discoteca si andava per ballare e per “cuccare”. Erano vere cattedrali della musica, in grado di ospitare più di 5mila persone: i migliori cantanti di quegli anni ci facevano concerti. Direttore generale della Sir 2 (la società che gestiva Picchio Rosso, Picchio Verde e Piccadilly) era Mauro Marchi che oggi progetta e realizza locali per altri.

«La Movida è una parola nata negli anni Duemila ed è stata importata dalla Spagna - spiega Marchi - Generalmente si parte con l'aperitivo e si arriva fino all'alba. Negli anni '80 c’erano orari diversi, c’erano meno alternative. La gente alle 21 andava a ballare e verso le 2 di notte tornava a casa perché in giro era tutto chiuso. La società era diversa, ma la ricerca del divertimento è rimasta la stessa. Oggi i grandi locali devono dare diversi servizi, mentre la discoteca è un patrimonio dei ragazzi più giovani che escono a gruppi. Allora si ballava anche di pomeriggio per i 16enni che non potevano uscire di sera. I locali di oggi, invece, devono essere dei supermercati del divertimento se vogliono lavorare».

È stato il primo ad essere nato alla fine degli anni '60 e anche il primo a scomparire. Si tratta del Picchio Verde di Carpi che raccoglieva giovani anche dal Mantovano. Ha ospitato anche i live di artisti come Mina, Lucio Battisti e altri grandi nomi della musica. Poi è toccato al Picchio Rosso di Formigine, locale unico in Italia, che in tanti hanno cercato di copiare. James Brown, Donna Summer, Ray Charles, Renato Zero, Vasco Rossi, Lucio Dalla sono solo alcuni dei big che hanno calcato il palco del Picchio. Era la mecca del ballo e si faceva la fila per entrare. «Per il decimo anniversario del Picchio - prosegue Marchi che oggi propone alcune serate di “Remember Picchio Rosso” - venne assegnato a Vasco Rossi il premio Picchio d'Oro. Essendo una persona molto... sulle sue, preferì ritirarlo il giorno prima della festa e in quella occasione tenne un concerto gratis assieme ai suoi musicisti».

Anche il Kiwi di Piumazzo aspetta che le ruspe entrino in azione. Due volte è stato distrutto da un incendio e altrettante è stato ricostruito. Adesso dovrebbe lasciare il posto a un supermercato. Il Kiwi ha fatto da set a diversi film e Adriano Celentano ci ha girato “Qua la mano”.

È notizia di questi giorni che anche il Piccadilly Stryx-Goya sta per essere demolito. «Era un locale stile Moulin Rouge - conclude Mauro Marchi - La gente veniva a cena e si gustava lo spettacolo». Anche in questo caso, cala il sipario.

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