Il figlio: «Buon Pastore non è zona sicura»
Michele: «Qui intorno troppi sbandati e nessun controllo». L’incontro con il prefetto e le indagini
«O sono entrati scavalcando il muro di cinta nello stradello a lato della villa oppure sono andati nel retro, attraverso un cortile privato, e hanno scavalcato una recinzione bassa con filo spinato. Si può fare con un minimo di allenamento. In ogni caso sono entrati in giardino e poi in cucina dove si trovava mio padre e lì hanno agito».
Mentre aspetta il padre vittima della rapina per portarlo da prefetto Di Bari, per un incontro, il figlio del dentista rapinato mostra i probabili punti in cui sono penetrati i due banditi incappucciati che poi hanno comodamente agito in casa per almeno un’ora e mezza.
«L’accesso alla villa di mio padre - spiega Michele Bianchi - è comunque semplice perché qui accanto c’è una villetta abbandonata che da tempo è ricettacolo di sbandati. Mio padre l’ha segnalato parecchie volte alla polizia municipale ma senza successo. E anche l’ex cinema estivo di fronte a noi accoglie altri sbandati. Tanti credono che questa zona di Buon Pastrore sia un’isola felice in città ma non è più così».
Il figlio del dentista rapinato, che abita con la famiglia in un’altra strada, sottolinea il degrado crescente che si respira in via Guarini negli ultimi anni. «Non può stupire che Modena è tanto scesa nella classifica delle città sicure in Italia - dice - qui va sempre peggio. È un delitto essere benestanti? Se sì, basta farlo sapere e usciamo in maglietta e braghette per non dare nell’occhio. Ma non è vita questa».
Poi esplode: «Non ci sentiamo protetti, questa è la verità. Due pattuglie della polizia per tutta la città di notte con tanti interventi come possono bastare? Le paghiamo noi come contribuenti e sono troppo poche. Io stesso ho paura, non lo nascondo. Ho una famiglia e un figlio di tre anni. E se qualcuno lo tocca io reagisco, posso anche ammazzare. Perché dobbiamo arrivare a voler fare giustizia da soli?».
Michele spiega che il padre Luigi non ha chiuso occhio e non solo per lo stress: «La polizia è tornata con la Scientifica anche oggi. Le indagini vanno avanti. Ci hanno ascoltato più volte». In tarda mattinata, la vittima è stata accolta dal prefetto Michele Di Bari che ha garantito la massima attenzione per le indagini. Ora la Mobile guarda a rapine analoghe avvenute in tempi recenti. Sotto la lente, un caso in Piemonte.
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