Manichino della storia: ecco il cavallo di Mimmo Paladino
Il bronzo di Paladino, alto 4 metri è stato collocato nella piazzetta delle Paltadore. Attesa nei prossimi giorni la fontana di Enzo Cucchi intitolata "L'idolo della voglia"
MODENAL’opera di Mimmo Paladino intitolata “Il Cavallo di Modena” è arrivata al Mata di Modena, il nuovo spazio culturale nel complesso della Manifattura Tabacchi. La grande scultura in bronzo alta quattro metri e lunga altrettanto, è arrivata in viale Monte Kosica scortata da agenti della Polizia municipale in moto. È stata collocata su un basamento alto tre metri vicino alla ciminiera, nella piazzetta delle Paltadore, spazio che prende il nome dalle lavoratrici della manifattura.
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Sui due fianchi del cavallo, all’interno di due nicchie, sono rappresentate da un lato la trivella, simbolo di Modena, e dall’altro una testa umana reclinata, a significare nel complesso dell’opera il valore del lavoro che trasforma la materia tra pensiero e tecnica. Si tratta della prima di due sculture di grandi dimensioni, firmate da due fra i più importanti artisti della scena contemporanea, destinate a essere collocate negli spazi esterni della Manifattura in occasione della mostra "Il manichino della storia. L'arte dopo le costruzioni della critica e della cultura".
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Le due opere saranno visibili al pubblico dal 18 settembre 2015 al 31 gennaio 2016. Dopo "Il cavallo di Modena", fusione in bronzo realizzata da Paladino per questo evento, nei prossimi giorni arriverà infatti all’esterno del Mata anche la fontana di Enzo Cucchi intitolata "L'idolo della voglia". Il cavallo, spiega nel catalogo della mostra il curatore Richard Milazzo, è stato concepito dall'artista per "evocare i famosi quadri per la piazza d'Italia di Giorgio De Chirico e per fare un omaggio a questo grande artista italiano classico. Per me – afferma il curatore - i cavalli di Paladino, e questo in particolare, stoici e inesplicabilmente abbandonati, riempiono un dato spazio o un'area di cui sottolineano il vuoto. Il cavallo di Paladino – prosegue Milazzo – è l'archetipo perfetto del manichino della storia [...] La virilità del cavallo serve a ricordarmi di tutte le donne che lavoravano in questi spazi manifatturieri [..] e non solo sta a guardia del passato ma indovina il futuro [...] L'artista ha posto questo Manichino della storia in questa piazza di Modena in modo che stia là non come un vuoto monumento al passato ma come uno straripante monumento alla promessa fatta dalla città a se stessa quando ha scavato il suo primo pozzo per trarne acqua. [...] il cavallo di Paladino è un testamento al fatto che siamo tutte culture in attesa di rinascere come una".
La mostra “Il Manichino della storia. L'arte dopo le costruzioni della critica e della cultura", che inaugurerà il prossimo 18 settembre, è prodotta dal Comune di Modena con il patrocinio della Regione Emilia-Romagna, in collaborazione con Apt Servizi Regione Emilia-Romagna, con il sostegno di Confindustria Modena. L’esposizione, che rientra nel programma del festivalfilosofia 2015 ed è parte del programma di eventi per Expo, presenta 90 capolavori appartenenti a collezioni private e realizzati da 48 artisti internazionali fra gli anni Ottanta e i nostri giorni.
E sono state collocate anche “L’idolo della voglia”, fontana di Enzo Cucchi, e “Il solitario”, scultura di Sandro Chia, Collocata davanti all’ingresso dello spazio espositivo, la scultura in bronzo di Chia richiama la figura di San Sebastiano e, spiega il curatore Richard Milazzo, può rappresentare l’Artista ferito, trafitto su un fianco. Rimanda all’arte classica greca e a quella cristiana, mentre la testa ha elementi di surrealismo italiano e futurismo.
Questa sintesi di diverse culture e delle loro espressioni artistiche rappresenta una cifra dell’autore che, prosegue Milazzo, usa la storia come colori, secondo la sua sensibilità e in assoluta libertà. L’opera è del 1988, anno in cui fu esposta alla Biennale di Venezia.
“L’idolo della voglia”, la fontana circolare in bronzo opera di Enzo Cucchi del 1992. La grande opera, del diametro di circa sei metri per un’altezza massima di 80 centimetri dal basamento, è stata posata, ma resterà protetta ancora qualche giorno per consentire i lavori necessari per le finiture e il funzionamento della fontana. Sarà certamente visibile per l’inaugurazione della mostra. “Nella grande fontana di Cucchi – si legge nel testo in catalogo a firma di Richard Milazzo – vediamo gli astratti contorni muti di una figura femminile sdraiata sulla schiena, che sembra dare alla luce il mondo. L'acqua le sgorga dall'ombelico e si va a depositare nel cerchio che la circonda [...] È come una gigantesca dea della terra [...] che comanda il mondo da una posizione prona.
La scultura simboleggia i quattro elementi della natura: l'acqua (che sgorga), la terra (rappresentata dal bronzo), l'aria (che permea lo spazio) e il fuoco (del sole che risplende sopra di lei)”. La mostra “Il Manichino della storia.
L'arte dopo le costruzioni della critica e della cultura", che inaugurerà il prossimo 18 settembre, è prodotta dal Comune di Modena con il patrocinio della Regione Emilia-Romagna, in collaborazione con Apt Servizi Regione Emilia-Romagna, con il sostegno di Confindustria Modena. L’esposizione, che rientra nel programma del festivalfilosofia 2015 ed è parte del programma di eventi per Expo, presenta 90 capolavori appartenenti a collezioni private e realizzati da 48 artisti internazionali fra gli anni Ottanta e i nostri giorni.
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