Profumi d’Oriente dentro il piatto: l’avanzata del sushi
Dilaga in città la moda dei ristoranti giapponesi con le formule “finger food” e “all you can eat”
Se fosse stata soltanto una moda passeggera, l’espansione degli ultimi anni avrebbe subìto una brusca battuta d’arresto. Invece continua ad impazzare l’avanzata dei ristoranti giapponesi in città e in provincia. Ormai nella maggior parte dei quartieri è possibile scorgere un insegna con ideogrammi dietro alla quale sbucano sushi e sashimi trasportati a nastro o preparati a vista nel locale. E sempre più persone si avvicinano alla cultura giapponese partendo dal cibo: anche i più scettici, chi non credeva possibile anche solo assaggiare pesce crudo, ora si lascia affascinare.
In centro storico da diversi anni la cattedrale del giapponese si chiama Higashi. In più, questa cucina è adatta anche per chi è a dieta: la pietanza base è il riso che viene servito in piatti sì calorici, ma altamente digeribili e che, pertanto, vengono assimilati in fretta senza accumularsi negli odiosi cuscinetti. «Qui sul piatto tipico a forma di barca si possono degustare in un’unica portata diversi tipi di maki, uramaki, sushi nigri e sashimi - racconta Weng, la proprietaria, dietro il bancone - Il nome di questo piatto deriva dalla presentazione e ogni tipo di cibo è un finger food, si può mangiare con le mani. Oltre alle portate tipiche qui si può assaggiare anche un ottimo sake, bevanda alcolica ottenuta dall’alcol miscelato al liquido della fermentazione del riso, che originariamente, in Giappone, si riferisce di solito a una bevanda distillata, lo shochu di patate, vino fatto con la canna da zucchero». Higashi trabocca di clientela e per questo, la proprietà ha deciso di aprire un secondo ristorante: il Ginger, che si differenzia dal “primo nato” per la formula “all you can eat”. Vale a dire: ad un modico prezzo fisso si può mangiare a volontà, “tutto quello che vuoi”.
Altra cucina nipponica particolarmente gettonata è quella di Iko, presente a Modena e a Sassuolo. Qui si assiste anche alla preparazione dei piatti che vengono degustati dai clienti poco dopo. I piatti scorrono su un Kaiten, tapis roulant, caratteristico del ristorante giapponese tradizionale: una sfilata di sushi, sashimi e altre leccornie sotto l’occhio attento dei clienti. Il cibo da Iko si mangia prima di tutto con lo sguardo, infatti: la vista viene appagata dalle forme armoniche fatte anche di accostamenti cromatici gradevoli. Piccole opere d’arte su piatto.
Tra le new entry in città si è conquistato un posto a pieno titolo Kai Yue. Qui si viene accolti da un arredamento minimal con colori insoliti come fucsia, grigio e viola. A pranzo anche qui c’è la formula “all you can eat” e, a parte, c’è la possibilità di consultare una carta dei vini. Si ordina dopo avere consultato il menu, a differenza di altri giapponesi dove ci si serve al buffet. La musica di sottofondo è orientale. I camerieri parlano benissimo l’italiano e prendono le ordinazioni direttamente ai tavoli. Le porzioni sono abbondanti e illimitate, composte da pesce freschissimo: una qualità che non risente della grande quantità servita.
Altro ristorante, in città, che presenta peculiarità insolite in una miscela di tendenze e latitudini è Fusion Nest, dove i cuochi propongono sia piatti pronti al self service, sia serviti al tavolo. Al Nest si possono assaggiare contemporaneamente pietanze della cucina cinese, dagli involtini primavera ai crostacei e verdure, italiana, che propone dalle linguine all’astice agli spaghetti allo scoglio, e giapponese, dal sashimi alla tempura. Ma qui si può beneficiare anche della churrascheria, che consente di degustare anche i migliori tagli di carne cucinati alla griglia, con vasta scelta di salse per condimento. E non è finita qui: il ristorante è anche pizzeria e pasticceria, per lasciarsi sedurre da dolci tentazioni.
Ultimo, ma non per importanza, quello che è stato forse l’apripista dei ristoranti giapponesi a Modena: il Fujiama, collocato in via Giardini al piano rialzato di una palazzina del direzionale 70. Al “Fuji” si può pranzare con menu a prezzo fisso a buffet (questo ristorante è stato uno dei primi a proporre questa formula) e si può scegliere se accomodarsi ai tavoli, al banco, oppure nelle stanze più appartate dove ci sono i tavolini bassi che rievocano le atmosfere giapponesi.
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