Armati, violenti, veri professionisti
Secondo la Mobile non un furto degenerato di ladri, ma due banditi pronti a tutto
Banditi “veri”, non improvvisati. Rapinatori armati (a questo punto non importa se l’arma sia o meno giocattolo) entrati in azione con lo scopo di assalire per ottenere il bottino, per affrontare chi abita nella villa e cercare così di sottrargli quanto più possibile. Non un furto degenerato in rapina per la presenza casuale del padrone di casa, ma una rapina volutamente condotta con le classiche e violente modalità: aggressione, violenza per intimidire, mani e piedi legati, bavaglio sulla bocca, arma puntata alla tempia. È questa l’idea che si sono fatti gli investigatori della squadra mobile modenese sui due protagonisti della rapina di martedì sera nella villa del dentista Luigi Bianchi in via Guarini. E questo, per lo meno, è un punto fermo sul quale le indagini, sulle quali c’è ovviamente riserbo, si dipanano in ogni direzione. Se anche già ci fosse una pista, questa rimane segreta. In ogni caso si spera che sia la Scientifica a fornire delle indicazioni utili. I banditi hanno usato guanti in pelle ma all’interno della villa ci sono stati per un’ora e mezza se non oltre: in qualche fase, specie durante l’aggressione al medico oppure durante il loro rovistare nei cassetti e nelle stanza alla ricerca di soldi e preziosi, posso aver lasciato tracce o impronte. Così come possono aver commesso qualche “errore” pure all’esterno della villa, durante la fase dello scavalcamento della siepe avvenuto sul retro. Ci sono altre telecamere in zona che possono aver immortalato i due rapinatori? Quelle dell’allarme della villa sono ora senza alcuna registrazione, perché gli stessi banditi se le sono portate via. Fra l’altro la loro fuga non è avvenuta nel cuore della notte, ma verso le 22.30, quando ancora in giro per la città c’è movimento. Descrizione dei banditi? Uno con accento campano, l’altro è un probabile albanese.
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