Ecco il nuovo piano per il salvataggio dell’azienda Open.co
Il tavolo in Regione: una newco farà da capocordata e distribuirà il lavoro a Castelvetro e negli altri due stabilimenti del gruppo a Reggio Emilia e Ferrara
CASTELVETRO. Una newco che farà da capocordata e distribuirà il lavoro sui tre stabilimenti localizzati a Castelvetro, Reggio Emilia e Ferrara, che avranno diverse specializzazioni.
Questo il piano che sarà svelato il prossimo 29 settembre, durante l’incontro del tavolo tecnico che punta a salvare l’azienda Open.co, nata un anno fa dalla fusione di Coop Legno e della reggiana Cormo e che coinvolge anche la ferrarese Lavoranti Legno.
Un progetto che coinvolge oltre 500 addetti e che dovrà essere valutato insieme al commissario del concordato, Silvio Facco. Il piano è stato parzialmente anticipato ieri mattina, in Regione, dove si è tenuto il tanto atteso tavolo tecnico dopo la pausa estiva di agosto.
All’incontro hanno partecipato l’assessore regionale alle attività produttive Palma Costi, i sindaci di San Castelvetro, Ferrara, San Martino in Rio, Fillea Cgil, Filca Cisl, Fneal Uil, Legacoop regionale, i presidenti di Open.co e Lavoranti Legno.
Un incontro, quello che si è tenuto ieri, giudicato in modo positivo dalle parti coinvolte e in seguito al quale il ruolo dei sindaci acquisirà notevole importanza: gli amministratori, infatti, avranno il compito di creare nuovi tavoli territoriali per garantire la continuità occupazionale, dal momento che più volte in questa vicenda si è parlato di esuberi.
«Finalmente è stato concordato quanto da mesi è il sindacato chiedeva a Legacoop – commenta Luigi Giove, segretario generale Cgil Fillea Emilia Romagna – ovvero un piano industriale che avesse l’ambizione di riorganizzare a livello regionale l’interno comparto degli infissi in legno. Il progetto industriale prevede il mantenimento di tutti i siti produttivi. Consideriamo questo un passo avanti importante e necessario. Tra l’altro questo significa necessariamente coinvolgere in questo progetto anche aziende cooperative fino ad oggi non interessate. Siamo convinti che ci siano le condizioni perché questa crisi venga affrontata e risolta senza conseguenze sociali disastrose. La strada da fare è ancora lunga e piuttosto accidentata, ma la direzione intrapresa è quella giusta», conclude il segretario di Fillea.
«Il piano – sottolinea l’assessore regionale Palma Costi – indica un percorso coerente con i contenuti dell’accordo regionale sulla filiera delle costruzioni del 2 aprile scorso, ed ha l’obiettivo di preservare tutti i siti produttivi esistenti, attraverso processi di integrazione e specializzazione. Verranno valutati gli impatti sull’occupazione, e saranno individuati gli strumenti di protezione del reddito più adeguati alla salvaguardia dei lavoratori».
La Regione e le istituzioni locali hanno inoltre assunto l’impegno di costituire specifici tavoli di confronto con le organizzazioni sindacali e con le imprese cooperative coinvolte, in modo da individuare possibili processi di riconversione industriale, al fine di preservare il livello attuale di occupazione.
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