I carabinieri recuperano un tesoro di quadri e merci
Da una truffa online al ritrovamento di beni rubati nel Reggiano per venti milioni Perquisizioni anche a Modena. 52 gli indagati. Tra le tele un Picasso e un Burri
Arriva fino a Modena il blitz dei carabinieri contro un giro di ricettatori di opere d’arte preziose e adi altri oggetti di grande valore. C'è anche un quadro di Picasso tra la refurtiva sequestrata in un'operazione dei carabinieri di Reggio.
Il Picasso, se autentico, varrebbe circa 3 milioni di euro, ma c'è anche una opera di Alberto Burri, tre di Basquiat, un quadro di Melloni e uno di De Boucger.
In questa operazione, della quale si sa ancora poco, sono 52 gli indagati accusati, a vario titolo di reati tra cui l'associazione a delinquere finalizzata alla truffa, ricettazione e riciclaggio. Nelle oltre quaranta perquisizioni sono stati ritrovati 20 mln di euro di refurtiva.
Tra gli oggetti sequestrati nel corso delle perquisizioni avvenute tra province di Reggio, Modena, Bologna, Parma, Rimini, Ferrara, Mantova, Brescia e Crotone ci sono anche oltre 400 pezzi tra Bimby e Folletto, due daghe e due monete romane, una statua di un'aquila risalente al ventennio fascista, tre testi antichi e diversi quadri.
Inoltre sono stati sequestrati assegni falsi per oltre 100mila euro, due Bob Cat, numerose Postepay.
Rintracciate anche fidejussioni bancarie e lettere di credito false per permettere il riciclaggio.
L'indagine, che vede coinvolte appunto 52 persone, è cominciata nel maggio 2014 dai carabinieri della compagnia di Castelnovo Monti, sull'Appennino reggiano, da denunce di truffe per vendite on line.
Nel corso delle indagini, ad agosto, erano già stati sequestrati un quadro di Melloni e uno di Rembrandt (anche in questo casa da verificare l'autenticità) a Parma. A luglio invece erano stati recuperato 15mila euro di elettrodomestici a Comacchio, nel Ferrarese, e un altro Bob Cat a Rovato (Brescia).
Il cuore della gang era Cavriago. da lì si gestiva un business legato a internet di vendite che non erano seguite da consegne: i clienti pagavano con paypal, sette reggiani incassavano e tenevano i soldi. Nel corso delle indagini i carabinieri hanno capito che il gruppo stava anche trattando un carico di merci della Werker Folletto di grande valore che stavano passando di mano in mano: rubati in un magazzino a Fidenza, erano in fase di consegna a Comacchio dove stavano in deposito in una casa di vacanze. Da qui, l’indagine si è estesa a tutta la rete di persone coinvolte portando all’incredibile scoperta di beni ricettati che comprendeva quadri, monete e anche una spada. A questo punto il centro dell’inchiesta condotta dal pm reggiano Giacomo Forte è arrivata a un campo nomadi di Reggio Emilia e a una schiera più vasta di persone, tra le quali anche un sanfeliciano 54emnne oggi residente a Lugano. Ieri le perquisizioni, anche a Modena. (c.g.)
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