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Il pm: «Orari manipolati: carcere per i 2 cancellieri di Modena»

di Carlo Gregori
Il pm: «Orari manipolati: carcere per i 2 cancellieri di Modena»

Chiesto un anno di condanna per ciascun dipendente del Giudice di pace. Sono accusati di truffa allo Stato. La difesa: «Assenze regolari, assolveteli»

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MODENA. Un anno di carcere e 500 euro di multa per ciascuno. Questa la richiesta di condanna formulata ieri mattina dal pm Marco Niccolini al termine del processo con rito abbreviato che vede imputati due cancellieri dell’Ufficio di Giudice di pace, in via San Pietro, accusati di aver manipolato le loro presenze di lavoro nei cartellini segnatempo per fini non di lavoro. Un’indagine nata alla fine del 2013 che ha destato clamore, sia per la notorietà dell’imputato più anziano - figura molto nota tra chi frequenta il Giudice di Pace perché dipendente della cancelleria giudiziaria da molti anni - sia perché l’indagine si è sviluppata parallelamente a quella maggiore che vede un giudice onorario bolognese (oggi operante altrove) indagato per corruzione.

Uscivano a piacere. In questa vicenda l’accusa è di truffa ai danni dello Stato perché la Procura sostiene che i due non avrebbero utilizzato in modo corretto il loro segnatempo e che anzi sarebbero entrati e usciti con disinvoltura dall’ufficio durante le ore di lavoro. La conseguenza è che non solo si sarebbero sottratti ai loro incarichi del momento, ma anche le loro buste paga sarebbero state conteggiate in modo non corretto.

La difesa: assolveteli. Tesi negata completamente dalla difesa - avvocati Luca Brezigar e Alberto Boni - che ieri ha chiesto l’assoluzione per entrambi. La motivazione per i due difensori è che “il fatto non sussiste”.

La difesa ha prodotto in aula, davanti al giudice Paola Losavio, quelle che considera prove di assenze motivate. Alcune dovute alla pausa caffè, della quale i due avrebbero legittimamente usufruito. Altre per impegni di lavoro che li avrebbero costretti ad allontanarsi dal posto di lavoro. La sentenza del gup è prevista per venerdì prossimo.

Indagato anche un giudice. I due impiegati della cancelleria del Giudice di Pace restano però sotto indagine anche per l’altra vicenda molto più grave, seguita dalla Procura di Ancona. Quella Procura è competente perché il terzo indagato è proprio un giudice di pace, un magistrato onorario (non residente a Modena) che secondo l’accusa sarebbe al centro di almeno un caso di corruzione per aver favorito alcuni ricorrenti per riavere patenti ritirate o per annullare multe. Finora non si è mai avuta alcuna notizia riguardate questa indagine e soprattutto il suo esito. I due cancellieri erano stati coinvolti nell’indagine in quanto avevano maneggiato un fascicolo sottoposto a indagine e la Procura aveva anche chiesto nei loro confronti una misura cautelare - gli arresti domiciliari - che per non erano stati concessi dato che il gip non l’aveva ritenuta necessaria.

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