«Io e il sindaco ci siamo abbracciati»
Luigi Bianchi: «La sua visita e la sua umanità sono state di grande conforto. Ho già ripreso a lavorare, ma non è facile»
«Una persona di grande sensibilità cui voglio esprimere tutta la mia riconoscenza per la cortesia e l’attenzione che mi ha riservato. È venuto in mattinata a casa mia, accompagnato dal comandante della polizia municipale. Sono stati qui per un’ora, mi hanno ascoltato, mi hanno espresso vicinanza e non in modo formale, ma sentito, autentico. E alla fine ci siamo anche abbracciati».
È gentile, il dottor Luigi Bianchi. Gentile ma fermo nel rigettare quella frase polemica nei confronti del sindaco, che gli è stata attribuita dal nostro giornale e che lui disconosce nonostante, dice, «nei primi momenti, dopo quello che mi è accaduto, fossi certamente sotto choc». Aggredito, assieme alla governante che per anni si è occupata di sua madre, nella propria casa di via Guarini, da banditi armati; rimasto per un’ora e mezza nelle loro mani, legato, così come la donna, tanto da rischiare di morire per soffocamento, il medico, dentista da quarant’anni, sta cercando, all’indomani di una vicenda da incubo, di recuperare un poco di normalità. E quella frase, in cui non si riconosce affatto, in questo, non lo ha aiutato.
Anche perché, come sottolinea più e più volte «ci tengo a dire che sono riconoscente al sindaco per l’umanità e la cortesia che ha dimostrato. Sto cercando di riprendermi e la sua solidarietà è stata importante anche se, ancora, mi sento molto provato per quello che ci è successo. Però la sua visita e la sua gentilezza mi sono stati di conforto. Così come le parole e l’affetto, di quanti mi conoscono e che mi sono vicini. Stamattina sono tornato nel mio ambulatorio; da quarant’anni faccio il medico dentista e anche quella di oggi era una giornata come le altre, fatta di lavoro e appuntamenti. Che ho cercato di rispettare, anche se non è facile. È stato uno choc molto forte, pensi che la signora che lavora da me, vittima con me dei banditi, è da ieri notte che piange e non riesce a fermarsi. Abbiamo sempre vissuto senza avere timori particolari. Ora abbiamo paura anche a stare chiusi in casa». Intanto, sempre ieri, dopo la visita in mattinata nella villetta di via Guarini, dopo l’incontro con il dottor Luigi Bianchi, il sindaco Muzzarelli è tornato sull’accaduto con una breve nota.
«Capisco bene la sofferenza del dentista - scrive Muzzarelli - al quale, in sua presenza, hanno rapinato la casa. Ho provato un'esperienza simile alla sua, e ricordo bene lo shock provato. Per questo sono andato subito a trovarlo insieme al Comandante della Polizia Municipale. Abbiamo passato un'ora con lui, parlando della sicurezza e dei problemi dell'area. Fin dal primo momento di questa legislatura, ed ancora prima, ho detto che la sicurezza per noi è fondamentale, e l'impegno è totale. Con la Polizia Municipale, nei limiti delle nostre competenze, stiamo facendo il massimo per assicurare legalità, e vogliamo fare sempre di più, con la collaborazione di tutti i soggetti interessati. Ci auguriamo che i colpevoli - di questa e di ogni altra rapina - vengano assicurati alla giustizia e restino in carcere a scontare la loro pena. Non siamo buonisti, chiediamo fermezza e legalità, chiediamo che vengano premiati gli onesti e puniti i mascalzoni».
Sempre ieri mattina ancora una manifestazione di solidarietà nei confronti del dottor Luigi Bianchi: il medico ha infatti partecipato in qualità di ospite all’incontro, che si è tenuto in prefettura, del Comitato per l’ordine e la sicurezza, dove ha raccontato alle autorità modenesi la sua terribile esperienza.
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