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«Provincia? Siamo gabellieri per lo Stato»

«Provincia? Siamo gabellieri per lo Stato»

Presidente al veleno commentando i numeri del bilancio. Gli investimenti per scuola e viabilità

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«La metà delle entrate tributarie versate dai modenesi alla Provincia finiscono a roma, invece di essere investite sul territorio come dovrebbero. In pratica, siamo ridotti alla funzione di gabellieri per conto dello Stato».

Lo dice il presidente della provincia Gian Carlo Muzzarelli, che ha presentato il bilancio 2015 dell'ente in consiglio e all'assemblea dei sindaci (approvazione il 30 settembre) definendolo "di resistenza". Qualche numero: entrate e spese correnti per 86 milioni di euro, in calo di 13 milioni rispetto al 2014 (erano 190 nel quinquennio 2001-2005). Le risorse sono concentrate su viabilità e scuola, le due competenze strategiche dopo la riforma Delrio, con un'ulteriore riduzione della spesa per il personale.

Sul totale delle spese correnti, oltre 28 milioni rappresentano il rimborso allo Stato (per i prossimi anni sarà ben maggiore senza novità da roma) previsto con la legge di stabilità e dal decreto fiscale degli 80 euro. In particolare, è la prima volta che il bilancio viene presentato in settembre e non era mai accaduto che alle province venisse permesso di approvare un bilancio solo annuale. In questo quadro, sottolinea Muzzarelli ripercorrendo le incertezze della riforma Delrio, «È fondamentale che la Regione abbia approvato la legge di riordino e deciso di aumentare le risorse destinate al passaggio delle competenze». Dopo i ripetuti allarmi dei mesi scorsi sulla difficoltà di chiudere i conti, allora, la provincia modenese risulta quindi in equilibrio grazie alla sospensione delle rate per i mutui con la cassa depositi e prestiti degli enti terremotati e con le banche (in base a una misura speciale per il 2015). Per gli investimenti ci sono solo un milione e 200.000 Euro di risorse proprie, in netto calo rispetto agli anni precedenti: nel 2014, nonostante i tagli degli ultimi anni, avevano superato i quattro milioni.

La provincia modenese, tuttavia, nonostante le difficoltà connesse con la possibilità di approvare un bilancio solo annuale, gestisce un piano investimenti che prevede risorse pari a quasi 24 milioni, provenienti soprattutto dai bilanci precedenti e da contributi vincolati di altri enti, a cui si sommano risorse, sempre per investimenti, per oltre 50 milioni di euro destinate in gran parte alla ricostruzione post sisma.

Tra gli investimenti, spiccano i lavori sugli edifici scolastici superiori per un importo di oltre sette milioni di euro: tra questi l'ampliamento del Meucci di Carpi, la ricostruzione dell'istituto Galilei di Mirandola, demolito per i gravi danni causati dal sisma, gli adeguamenti e le manutenzioni in vari istituti superiori tra cui il Guarini di Modena.

Un capitolo rilevante viene assegnato anche alla viabilità, dove figurano, tra l'altro, il nuovo ponte sul Panaro a Bomporto, gli investimenti sulla viabilità tra Modena e Carpi con le risorse dell'Autobrennero. Per i prossimi anni, Muzzarelli prevede un peggioramento: il rimborso allo stato da 28 milioni salirà nel 2016 a oltre 41 milioni, raggiungendo nel 2017, sempre in base alla legge di stabilità, a oltre 55 milioni di euro. Misura che se confermata con la prossima legge di stabilità «significa per la provincia di Modena- conclude Muzzarelli- che tutte le entrate tributarie saranno versate allo stato».

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