Don Erio vescovo In 6 mila al Palasport per l’ordinazione
Oggi a Forlì solenne cerimonia, poi si trasferirà a Modena con la sua famiglia speciale. Domani ingresso in diocesi
Don Erio lascia Forlì con l'ultimo dono alla sua amata comunità di San Giovanni Evangelista: i nuovi locali di servizio alla parrocchia.
Nel giorno di don Castellucci, che oggi, alle 16.30, diventerà vescovo nella sua Forlì per poi trasferirsi armi, bagagli a Modena, riecheggiano ancora le parole di monsignor Lino Pizzi, pastore d'anime di Forlì-Bertinoro dal 2006: «Appena venuto a conoscenza della nomina di don Erio, ho subito provato gioia per il fatto che papa Francesco avesse scelto un nostro prete per una diocesi così importante. Poi mi si è insinuata anche una buona dose di tristezza: don Erio è stato chiamato ad una grande responsabilità, ma è pure un sacerdote che ci viene tolto». GRANDE LAVORO. Nella corale condivisione dello stato d'animo espresso dal vescovo Lino, emerge il grande lavoro, non solo pastorale, operato da don Castellucci nella sua San Giovanni Evangelista, di cui è stato parroco dal 2009 ad oggi. Dietro alla goffa sagoma della chiesa di via Angeloni, 56, aperta al culto nel 1999 ma consacrata solo il 6 giugno 2004, si staglia l'ultimo dono del neo eletto vescovo di Modena ala i suoi fedeli: i nuovi locali di servizio alla parrocchia. Avviato dal predecessore don Carlo Gatti, ma portato a compimento grazie alla decisione di don Erio, l'intervento consiste essenzialmente nel completamento del complesso ecclesiale, dalle finiture alla nuova casa degli Scout sino alla costruzione di 8 sale parrocchiali nuove di trinca. La spesa complessiva supera di poco il milione di euro, ed è stata coperta dagli stessi parrocchiani con il determinante contributo dell'8xmille alla Chiesa Cattolica e della Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì.
«Manca ancora qualcosa - dichiara il neo vescovo, che entrerà ufficialmente a Modena domani - ma lascio tutto in buone mani al mio successore». Don Erio ha già concordato con don Mauro Dall'Agata e con la Diocesi, che sarà lui stesso, a fine ottobre, ad inaugurare quei locali. Un buon motivo per rientrare a Forlì da vescovo.
UN PALASPORT. Intanto è tutto pronto al PalaFiera, il palasport di Forlì per ospitare la cerimonia di ordinazione, che avrà inizio alle 16,30. Viste le previsioni della eccezionale partecipazione da Forlì, in particolare delle parrocchie di San Giovanni Evangelista e di Roncadello e dell'Agesci e da Modena è stata scelta una struttura che può ospitare 6mila persone a sedere con la possibilità di allestirne altri 800 in un padiglione della Fiera con maxischermi. La liturgia sarà celebrata con massima solennità e partecipazione (sono previsti oltre 50 vescovi, oltre 300 sacerdoti, 50 ministranti) e sarà animata dal canto di tutti i cori diocesani. Su richiesta di don Castellucci la cerimonia di consacrazione a Forlì sarà presieduta dal vescovo di Forlì-Bertinoro, mons. Lino Pizzi, che avrà accanto mons. Enrico Solmi, vescovo di Parma. Curiosità, si tratta proprio di due vescovi modenesi. Il primo è stato pastore di don Erio a Forlì, l'altro compagno di studi a Roma ai tempi della formazione teologica.
MISSIONE GIALLOBLÙ. Nutrita sarà la rappresentanza modenese: a Forlì si attendono oltre mille persone della nostra Diocesi che saluteranno l'arrivo del nuovo vescovo ancora prima della cerimonia di ingresso di domani.
E DOMANI MODENA Domani mattina di buon’ora il vescovo sarà a Modena per entrare nella sua nuova casa. Dalle 9 inizierà la lunga serie di appuntamenti con immigrati, malati, religiosi, giovani fino all’intera comunità. Il momento solenne, dopo il messaggio di saluto in piazza RToma del sindaco, sarà alle 17 la messa in Duomo, seguita in contemporanea in piazza Grande da maxi schermo con tensostruttura.
LA SUA FAMIGLIA. Tra le particolarità di don Erio ce n'è una che lo differenzia dai vescovi che lo hanno preceduto. Monsignor Erio Castellucci, infatti, sarà a Modena con una famiglia che lo accompagnerà nella vita quotidiana. Vivranno con lui in arcivescovado, così come facevano prima a Forlì, nella chiesa di San Giovanni Evangeslista. Adriano, Miranda, insieme ai figli Kimberly e Riccardo, sono la famiglia Kodra: «La decisione è venuta da sé, non c'è stata una richiesta precisa, ma per noi è stato immediato dire a don Erio che saremmo venuti a Modena con lui»: così esordisce Miranda sulle pagine del settimanale diocesano Nostro Tempo. Le risposte di Miranda sono quelle di tutta la famiglia.
«Abbiamo conosciuto don Erio 6 anni fa, quando è diventato il nostro parroco, da subito è nata una grande amicizia, fatta del catechismo, di gite, di giornate condivise».
«Io - ricorda Miranda - mi sono occupata di sua madre, nella malattia, e poi la sorella me lo ha affidato, come se fossi di famiglia anche io». E questo legame non si spezza, nemmeno dopo l'elezione a vescovo.
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