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Novi, figli di buona famiglia beccati dopo il furto

Novi, figli di buona famiglia beccati dopo il furto

A Novi due ragazzini entrano alla Rovereto Carni e razziano computer e coltelli. Subito raggiunti dai carabinieri: arresto convalidato dal giudice, genitori furiosi

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NOVI. Due ragazzi qualunque, con famiglie per bene alle spalle, catapultati in una caserma dei carabinieri per un furto difficile da spiegare. Li hanno arrestati i carabinieri della Compagnia di Carpi dopo che alcuni testimoni li avevano visti introdursi, di pomeriggio, nell’ex macello di Rovereto, in via per Modena, a ridosso del campo sportivo. E quando i militari sono arrivati hanno trovato i due giovani ladri, uno dei quali minorenne, in flagranza. Lo testimoniavano i segni di effrazione e alcuni danneggiamenti, ma ad attirare l’attenzione dell’Arma è stato il bottino: i due si erano infatti impossessati di un computer portatile con mouse e lo scanner di servizio oltre ad otto coltelli utilizzati per le lavorazioni.

LA CONFESSIONE Alla presenza dei carabinieri i ragazzi non hanno tentato neppure di respingere le accuse o di dissimulare quanto accaduto e hanno immediatamente ammesso le proprie responsabilità. Sono così stati accompagnati in caserma per espletare tutte le formalità di rito. Il minorenne è stato denunciato per furto e affidato alla famiglia mentre l’amico maggiorenne è stato tratto in arresto su disposizione della procura. Per entrambi è arrivata anche una durissima ramanzina da parte dei genitori, imbarazzati per la situazione e decisi ad accentuare la “pena”.

IN TRIBUNALE Ieri mattina, in tribunale, si è consumato il primo atto del procedimento giudiziario. Il giovane fermato, accompagnato dai genitori e dal legale di fiducia, si è presentato davanti al giudice per la convalida dell’arresto. Non c’è stato giudizio per direttissima perché il legale ha chiesto i termini a difesa (si andrà quindi a dibattimento), ma nel frattempo è stato confermato il fermo mentre il ragazzo dovrà presentarsi presso la caserma dei carabinieri di Novi, che hanno sviluppato l’indagine, per l’obbligo di firma a intervalli regolari.

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